Ma la Crimea alla Russia non doveva portare alla terza guerra mondiale?

Venerdì scorso le Borse in tutto il mondo avevano subito un tracollo, i mercati erano terrorizzati dalle possibili conseguenze del referendum in Crimea.

Le sanzioni che Stati Uniti ed Unione europea avrebbero inflitto alla Russia all’indomani del prevedibilissimo esito elettorale, non facevano presagire nulla di buono.

Si temevano ripercussioni non solo a livello economico e politico, ma addirittura militare, la Russia aveva già dispiegato il suo apparato bellico e la situazione avrebbe potuto degenerare da un momento all’altro.

Ora l’esito del referendum è noto, ed, usiamo un eufemismo, non si è trattato proprio di un “testa a testa”, insomma Russia batte Ucraina 96 a 4, sembra che gli abitanti della Crimea abbiano scelto in maniera chiara con chi vogliono stare.

Erano tanto certi della vittoria che avevano già organizzato la festa nella piazza principale della capitale Simferopoli alla quale hanno invitato anche una star internazionale del calibro di Riccardo Fogli.

Ma torniamo a noi, Obama chiama Putin e gli dice che lui non riconoscerà mai l’esito del referendum, anzi arriva a parlare di “azioni pericolose e destabilizzanti”, dal governo (provvisorio) ucraino si ipotizza una “mobilitazione” annunciando che i loro militari attualmente presenti in Crimea rimarranno sul territorio, dall’Ue parole molto dure verso la Russia e quindi non è per nulla azzardato parlare del pericolo di una escalation di violenza nell’area.

Orbene, se chiedessimo a persone “normali e razionali” quale reazione sarebbe stata logico attendersi dai mercati borsistici internazionali dopo aver dipinto un tale questo scenario, la risposta parrebbe scontata, se non un tracollo, almeno un fuggi fuggi generale.

Ebbene no! Nessun crollo, ma neppure prudenza e nemmeno ottimismo, i mercati oggi sono stati addirittura euforici!!!

Rialzi impressionanti di tutti gli indici europei ed in particolare, ancora una volta, delle Borse dei Paesi periferici.

Eurostat comunica che l’inflazione è scesa ancora siamo allo 0,7% ormai si può tranquillamente parlare di deflazione, per l’economia di uno Stato o di una Regione la più terribile delle sventure.

E l’euro vola!!!

Che bello!!!

Mai come oggi i rialzi delle Borse assomigliano ai violini del Titanic.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro