Macron non è la soluzione, ma il problema

Le parole si logorano,

invecchiano,

perdono di senso.

E tutti noi continuiamo ad usarle

senza accorgerci di parlare …

… di niente.

E’ l’incipit della canzone “Destra-Sinistra” che Giorgio Gaber ha scritto nel 1994!

Le parole destra-sinistra, per il cantautore milanese, avevano perso di senso già ventitre anni fa, oggi se ne sono accorti anche i politici (buongiorno!), che naturalmente arrivano sempre con estremo ritardo.

L’enfant prodige dell’establishment francesce, Emmanuel Macron, durante la campagna elettorale ha spesso utilizzato questo slogan: “Voglio unire i francesi non la destra o la sinistra”, classica frase da politico perché non vuol dire nulla, tuttavia fa un certo effetto. Il giovane, futuro Presidente della Repubblica francese mi ha fatto così tornare indietro di oltre vent’anni quando l’uomo della strada, al termine di un  comizio elettorale, riferendosi al politico di turno, commentava: “Non ho capito quello che ha detto … però parla bene”.

Purtroppo oggi si comunica solo utilizzando slogan, non si parla di come far fronte ai problemi che assillano i popoli europei, non se ne parla perché un’unione monetaria senza unione politica non funziona, anzi, acuisce le diversità. Difendere ad oltranza “l’Europa” non eviterà la frammentazione, la renderà solo più traumatica.

Ma è bene sottolineare fin d’ora che non sarà l’intervento statale, al quale si appellano sia la destra che la sinistra, a ridare slancio all’economia dei Paesi in maggior difficoltà (fra i quali c’è anche la Francia), nessun umano è riuscito a moltiplicare i pani e i pesci.

Ciò che si può, e si deve fare, è ripristinare le condizioni per tornare a creare sviluppo, e di conseguenza lavoro. Ci vogliono poche regole, ma chiare, e che devono essere rispettate,  a quel punto l’intraprendenza umana sarà in grado di “creare” prosperità.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro