Matteo Renzi, per favore, smettila di prendere in giro gli italiani (almeno in un momento come questo)

Pensavo che le prime uscite di Renzi nel post-terremoto infarcite della più scontata retorica populista fossero il punto più basso al quale potesse giungere il nostro Presidente del Consiglio, ma naturalmente mi sbagliavo.

Era veramente stucchevole sentire Renzi vantare “la straordinaria generosità degli italiani” e parlando “con il cuore in mano”  dire che “nei momenti di difficoltà l’Italia sa come fare, nei momenti in cui le cose non vanno, l’Italia tutta intera tutta insieme mostra il suo volto più bello, ed allora prendiamo l’impegno da qui oggi da Palazzo Chigi che non lasceremo nessuno da solo …”

Insomma un fiume di frasi fatte, banali e retoriche … e per fortuna che i populisti sono gli altri, quelli che stanno all’opposizione.

Ma il peggio doveva venire dopo, perché Renzi, sfruttando l’onda emotiva che ovviamente non poteva non colpire l’intera popolazione dopo una simile immane tragedia, non si è fermato alla retorica, e sta cercando di trarre, dal punto di vista mediatico, ma non solo, benefici personali.

Il punto più basso?

Vederlo andare a discutere della  ricostruzione con Renzo Piano.

La foto che riporto in testa all’articolo è tratta dal giornale “La Stampa” e correda l’articolo dal titolo “Case in legno per l’emergenza senza spostare i terremotati”. Ebbene, non vi sembra l’allegra scampagnata di sei amici in vacanza? Renzi pare divertirsi con le sue solite battute e la persona alle sue spalle sghignazza. E tutto questo buonumore poche ore dopo i funerali di Stato ai quali Renzi era apparso affranto.

Letteralmente vomitevole.

Carissimi lettori, so di essere brutale, ma la verità è la verità e va detta!

Nelle casse dello Stato non c’è un centesimo! E con la prossima legge di stabilità, come minimo dovevamo già trovare 30 miliardi.

Dire alle persone terremotate “dovete dirci voi come volete che venga ricostruito il paese, non possiamo decidere tutto noi da Roma” è una presa in giro intollerabile nei confronti di coloro che sono già drammaticamente provati da lutti umanamente insopportabili.

Cosa pensa il nostro Presidente del Consiglio che gli italiani siano dei babbei?

Ognuno di noi sa perfettamente che dal Belice in poi, con la sola eccezione del Friuli, in tutte le zone terremotate la ricostruzione è stata un fallimento.

Andate oggi a Onna, a distanza di sei anni dal sisma che ha distrutto il paese, cosa è stata ricostruita? Soltanto la chiesa, e solo perché E’ STATA GESTITA E FINANZIATA CON 3 MILIONI DI EURO … DALLA GERMANIA!!!

Le case invece sono ancora là esattamente com’erano dopo il sisma del 2009!!!

E allora cosa facciamo?

Facciamo ricostruire Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto da Renzo Piano?

“I soldi ci sono” ripetono come un mantra dal Governo.

E allora se ci sono perché in questi anni non sono stati usati per ricostruire Onna?

Ma se ancora oggi, a 48 anni di distanza, nel Belice c’è ancora chi vive nei “moduli abitativi” se ancora oggi, a 36 anni di distanza, l’Irpinia è distrutta.

“Non lasceremo soli nessuno” altro mantra del Governo, e per questo allora nomina come commissario Vasco Errani, che era Governatore dell’Emilia Romagna quattro anni fa al tempo del terremoto a Modena. Un terremoto “dimenticato” dalle istituzioni, il nostro Stato ha avuto l’ardire di andare a chiedere le tasse a persone che avevano tutti i capannoni completamente rasi al suolo e per questo ha fatto fallire decine e centinaia di attività commerciali ed imprenditoriali!!!

Quindi, cari lettori, certamente mi chiederete, cosa accadrà allora?

Una di queste cose:

O non si farà quasi nulla se non mettere a disposizione dei terremotati gli ormai celeberrimi “moduli abitativi”, una sistemazione provvisoria che col tempo si trasforma in definitiva …

Oppure si faranno scattare “le clausole di salvaguardia” ossia l’aumento dell’Iva, delle accise sulla benzina e, tanto che ci sono anche delle sigarette, e poi, perché no? Chiedere agli italiani “benestanti”, magari quelli che hanno una seconda casa un “aiuto concreto” aumentando altre tasse e balzelli.

Naturalmente con la maggior parte dei soldi razziati agli italiani si ridurrano, almeno parzialmente,i buchi aperti nel bilancio pubblico negli scorsi anni, e che l’Europa ci aveva concesso di fare proprio con la “garanzia” che qualora non fossero stati coperti entro il 2016 (poi ci hanno dato una proroga al 2017) sarebbero appunto dovute scattare automaticamente le celeberrime “clausole di salvaguardia”.

E così l’Europa è salva, l’Italia e soprattutto le popolazioni terremotate … NO!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro