Padoan si tira indietro, a breve un rimpasto?

 Per fortuna il Pd ha stravinto le recenti elezioni europee, non oso pensare cosa sarebbe accaduto all’interno del governo se soltanto non ci fosse stata quella adesione plebiscitaria al partito del Premier.

Anche questo, però, assolutamente non deve stupire, nell’ultimo mese, infatti, il Paese si è fermato (non che prima andasse avanti), ma obiettivamente qualsiasi attività era entrata entrata in stand-by in attesa dell’esito delle urne, ed ora che gli italiani si sono espressi tornano prepotentemente i problemi.

Così il Mega-Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ospite al Festival dell’Economia che si sta tenendo a Trento, non riesce a nascondere un certo risentimento nei confronti del nostro Presidente del Consiglio (andiamo bene!) ed alla domanda su come superare l’emergenza lavoro risponde stizzito “Chiedetelo a Renzi!”

Sappiamo tutti che al Dicastero di Via XX Settembre siede un tecnico e non un politico di professione, quindi è abituato a dare risposte concrete, non slogan. Renzi, al contrario, fa politica da quando indossava i calzoncini corti da “lupetto” ed è più avvezzo agli “annunci” ai quali non seguono “fatti”.

Ma queste “scaramucce” dopo un’affermazione elettorale quasi plebiscitaria sono il sintomo più evidente che qualunque esito elettorale, da sé, non basta per risolvere i problemi, soprattutto se gravosi come quelli che attanagliano il nostro Paese.

Visto che in “cassa” non c’è nemmeno un euro il Ministro dell’Economia è giustamente preoccupato, mentre la sola cosa che finora ha detto Renzi è che chiederà all’Europa l’autorizzazione ad aumentare il debito pubblico.

Quante volte, nella vita, ciascuno di noi si è imbattuto in una simile situazione, da un lato il debitore che chiede al creditore ancora mezzi e la fiducia necessaria per poter onorare il proprio debito? E dall’altra il creditore combattuto fra il timore di non riavere i propri soldi e la paura di veder aumentare ancor di più la propria esposizione.

La sola cosa che mi sento di dire è che per uscire da una situazione intricata occorre porsi in un’ottica diversa rispetto a quella che avevamo quanto quel problema lo abbiamo creato.

Certo non sono mai decisioni facili da prendere, come suol dirsi: se ho un debito di diecimila euro ho un grosso problema, ma se ho un debito di dieci milioni di euro ad avere un grosso problema è il mio creditore.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro