PD e Berlusconi: scontro finale

Ormai sembra proprio che il governo Letta sia arrivato al capolinea, era un esecutivo di basso profilo, non ha fatto nulla, non ha mai neppure lontanamente cercato di affrontare i problemi, li ha sempre rinviati, quindi non è neppure un male che chiuda così ignobilmente la sua avventura.

Per l’Italia non è un problema rimanere senza un governo, anzi, in molti casi, il fatto che l’esecutivo, sfiduciato, rimanesse in carica in attesa di nuove elezioni potendo sbrigare solo gli affari correnti è stato un vantaggio, perlomeno gli si è impedito di commettere ulteriori errori.

Le “minacce” di Letta, quindi, che starnazza a destra e manca, non spaventano nessuno. Certo lui vuole in tutti i modi continuare perché non ha ancora portato a termine il compito che aveva ricevuto da coloro che lo hanno messo in quel posto, è da capire, ma la situazione è “senza vie d’uscita”.

Eh sì, perché dopo che coloro che oggi si riconoscono nel PD (cioè i DS + la Margherita, che accoppiata!) hanno cercato per vent’anni, utilizzando la Magistratura, di abbattere il loro nemico giurato, Silvio Berlusconi, non possono ora concedergli un salvacondotto.

Proprio ora che la Magistratura, con un processo farsa, era riuscita a condannare in via definitiva Silvio Berlusconi per presunti reati fiscali (COME AL CAPONE!!!! Come mai nessuno ha sottolineato questa analogia??? ), il Pd non vuole concedere la cosiddetta “agibilità politica” (in pratica una grazia camuffata), vuole eliminare del tutto il nemico così come aveva fatto con Craxi.

Ma Berlusconi non molla, non è Craxi, nel senso che non è un politico, ma un imprenditore, e un vero l’imprenditore non molla mai! Quindi … va allo scontro!

Ed ora vien da chiedersi: fa bene il PD ad agire così?

In effetti il dilemma non è di facile soluzione.

Apparentemente la risposta parrebbe scontata, hanno dato la caccia al topo per vent’anni, riuscendo solo a ferirlo, ed ora che lo hanno chiuso in un angolo e gli possono assestare la randellata decisiva non lo fanno?

Certo, sembrerebbe ovvio, ma … se la randellata non andasse a segno ed il topo, assatanato, ormai senza via di scampo, reagisse rabbiosamente cercando di mordere il proprio aguzzino? Il morso di un topo potrebbe essere estremamente pericoloso, anche letale!

A volte, è più prudente lasciare una via di fuga all’animale ferito ed evitare lo scontro.

Ma, si dirà, se non si assesta la randellata decisiva si corre il rischio che il topo si ritiri solo temporaneamente a leccarsi le ferite per tornare poi più in forze che mai!

E poi, sempre dal punto di vista del PD, questa via di fuga è stata lasciata aperta e … lo è tutt’ora.

Ed è questo il punto. Non è così!

O meglio, in politica funziona così, un uomo politico, sconfitto, si ritira, non “protesta” se l’avversario ha utilizzato mezzi illeciti per sconfiggerlo, lo ha fatto anche lui, sapeva, quando si è seduto al tavolo, quali erano le regole “sporche” del gioco.

Ma Berlusconi non è un politico, è un imprenditore, e nel vocabolario di un imprenditore non esiste la parola sconfitta.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro