Pelù senza peli sulla lingua

Gliele ha cantate ieri Piero Pelù. Il cantante fiorentino non è stato tenero con il suo concittadino, ed al concerto del Primo maggio la musica ha lasciato il posto a qualche critica nei confronti … di tutti.

Sì, perché non c’è stato solo Renzi nel mirino, ma anche Berlusconi (toh! Che novità, una vera sorpresa) e Dell’Utri (un’altra sorpresa) e c’è stata anche una originale battuta contro Giovanardi ed a favore degli spinelli, insomma tutte cose mai sentite.

Pelù non ha avuto peli sulla lingua e si è detto consapevole che “Pagherà le conseguenze di quello che ha detto” ma “non gliene frega nulla”.

Queste sì che sono persone di coraggio, persone capaci di mettere a repentaglio un’intera carriera fatta di successi e notorietà per difendere un ideale!!!

Con le sue uscite Pelù si gioca tutto, Renzi infatti potrebbe fargliela pagare cara, facendo pressioni sulla Rai fino ad arrivare a togliergli perfino il ruolo di coach nello straordinario programma “The Voice of Italy” (quello della suora) accanto a persone del calibro di Raffaella Carrà, Noemi e J-Ax.

Ma torniamo al concerto, c’era anche la Camusso … la Camusso? Al concertone del Primo maggio? E che ci faceva lì? L’anno scorso aveva definito l’evento “datato” quest’anno non lo è più?

Di peso poi le parole pronunciate dal Segretario della Cgil, la Camusso infatti ha detto a brutto muso: “quello che stiamo recuperando è la costruzione di una relazione. Il nostro deve essere un messaggio di presenza”, questo è parlar chiaro e fuori dai denti, questo è ciò che volevano sentirsi dire le centinaia di migliaia di giovani intervenuti, persone ferocemente incazzate e che richiedono un forte cambiamento.

Beh, forse la Camusso è ormai abituata a fare discorsi davanti ai pensionati che sono rimasti gli unici iscritti alla Cgil.

Insomma un Concerto del Primo maggio che come al solito ha raccolto il meglio della musica italiana oltre a Piero Pelù, infatti, c’erano star del calibro di Tiromancino, Rocco Hunt e Clementino (ma chi sono questi?) solo per citare i più noti, (figuratevi quelli meno noti).

Ed allora nessuno ha voluto mancare all’evento, c’erano Francesco Di Bella, Velvet, Taranproject e Daniele Ronda, Levante, Agricantus, Statuto, Kachupa, P-funkin band, Riccardo Sinigallia, tutti noti … solo ai loro parenti.

Una volta c’era il ’68, poi gli anni di piombo, quindi il riflusso e poi è arrivata l’Europa che ha steso sui giovani e le loro naturali ambizioni una “colata di gelatina”, ora sono una massa informe, che si muove goffamente senza una meta precisa, senza uno scopo, senza la voglia di cambiare.

Da questo punto di vista il film “Blob”, a 56 anni dalla sua uscita nelle sale cinematografiche, deve essere visto come una pellicola “profetica”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro