Pil Usa +3,5%. E’ vera gloria?

Gli Stati Uniti stupiscono tutti ed in prima lettura il Pil del terzo trimestre è stato calcolato in ascesa del 3,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Verrebbe da dire: bene! Anzi, benissimo!!! Visto che le previsioni degli economisti si fermavano ad un già positivo +3%.

Gli Stati Uniti sembrano così un’isola felice, se in tutto il resto del mondo, infatti, l’economia sembra arrancare (ed in qualche, caso come in Italia), quasi boccheggiare, dall’altra parte dell’Atlantico pare andar tutto a gonfie vele.

Ma sarà vero?

E’ ovvio che il dato deve essere confermato nelle prossime letture, ricordiamo per inciso che nel primo trimestre, in prima lettura, era stato calcolato in progresso dello 0,1% ma il dato definitivo è risultato poi assai peggiore (-2,9%).

Le maggiori perplessità, tuttavia, non nascono da questo fatto, ma risultano evidenti andando a disaggregare il dato.

Come noto negli Usa è sempre fondamentale il contributo dato dai consumi che, però, sono cresciuti solo dell’1,8%; nel secondo trimestre  il risultato era stato nettamente migliore (+2,5%), ed anche le scorte di magazzino sono aumentate meno che nello scorso trimestre. Sono andate bene le esportazioni, aumentate del 7,8% e contemporaneamente sono calate le importazioni (-1,7%).

Ma allora ci si deve chiedere, con questi dati come ha fatto a crescere il Pil Usa di 3,5 punti percentuali?

Semplice, perché è letteralmente esplosa la spesa pubblica (+10%), il Governo Federale ha speso come non mai dal 2009, ma se cinque anni fa la spesa era giustificata dal fatto che si doveva fronteggiare la più forte crisi economica dal ’29 in poi, ci si deve chiedere ora: perché la spesa pubblica in questi ultimi mesi è aumentata esponenzialmente contribuendo in maniera decisiva a far salire smisuratamente il Pil?

Anche in questo caso la risposta è ovvia:

Perché martedì prossimo gli americani andranno di nuovo alle urne per le cosiddette elezioni di Midterm. Ricordiamo che è una tornata elettorale importantissime in quanto si rinnova completamente la Camera e per un terzo il Senato.

Visto che i sondaggi lo davano nettamente battuto, Obama ha pensato bene di usare i soldi pubblici per farsi “campagna elettorale”. Non sappiamo se basterà per evitargli una disfatta elettorale, sappiamo solo che tutto il mondo è Paese ed anche negli Stati Uniti il Presidente sperpera denaro pubblico a fini politici, ma soprattutto … a fini personali!!!

La popolarità di Obama è in picchiata anche fra la comunità afro-americana e la diminuzione del numero dei votanti, prevista un po’ da tutti, non avvantaggia l’attuale Presidente. Egli quindi non vuol passare gli ultimi due anni del suo mandato con entrambe le Camere a maggioranza repubblicana.

Ancora una volta, quindi, i mercati saranno fortemente condizionati dalla politica. Ricordiamo, però, che qualsiasi intervento pubblico può avere ripercussioni solo nel breve o nel medio termine, tutto, prima o poi, è destinato a rientrare nella logica, a volte anche in maniera violenta.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro