Pubblico e privato

Pubblico e privato, due termini semplici semplici, che tutti conoscono ed usano, anzi forse, soprattutto negli ultimi tempi, se ne abusa e vengono utilizzati spesso a sproposito. Prima di fare delle riflessioni sul concetto di pubblico e privato, però, è bene fare una considerazione.

Al termine pubblico si dà generalmente un’accezione positiva, si associano infatti concetti come “equo”, “fruibile liberamente”, insomma qualcosa di “comune”, mentre ciò che è privato ha una accezione negativa, visto che è qualcosa di esclusivo possesso del proprietario.

Ed in effetti se pensiamo ad un giardino il concetto appena espresso trova piena conferma,  godiamo tutti della possibilità di passeggiare in un giardino “pubblico”, mentre è un privilegio esclusivo del proprietario se si tratta di un giardino “privato”.

Ma non è sempre così!

Pensiamo infatti al concetto di debito pubblico, spesso per esplicitarlo in maniera più comprensibile prendiamo quell’importo astronomico e lo dividiamo semplicemente per la popolazione, calcolando il debito pubblico pro-capite.

Ossia troviamo quanto “debito pubblico” ha ciascuno di noi, ma è una semplificazione davvero eccessiva e fuorviante, perché ciascuno di noi non ha contribuito allo stesso modo nella creazione del debito. Banalmente, il neonato che è venuto al mondo stamattina non ha di certo creato i 37.000 euro di debito che gli affibbiamo.

Ma c’è una cosa ancora più importante. Certo! Sappiamo tutti  che il debito pubblico non dovrà mai essere azzerato, ma siamo anche consci del fatto che non potrà nemmeno crescere indefinitamente, verrà anche il momento in cui dovrà essere perlomeno ridotto, ed anche in quel momento scopriremo che non tutti contribuiranno alla sua riduzione in egual modo.

Anzi, a dir la verità, ciò avverrà in maniera totalmente diseguale.

Ed avviene sempre così!

Se, ad esempio, per frenare la crescita del debito pubblico italiano il governo decidesse di tassare straordinariamente le seconde e terze case, la grande maggioranza degli italiani, ossia chi non è proprietario di più case, non contribuirà per nulla a ridurre il debito e tutto l’onere ricadrà su coloro che possiedono più immobili.

Insomma non sempre è bello il termine “pubblico” ed, in taluni casi, non fa neppure rima con  “equo”.

Il debito pubblico, ad esempio, quasi sempre lo fanno alcuni … e lo pagano altri, niente di più iniquo!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro