Rehn: “Padoan sa cosa deve fare” … (glielo abbiamo spiegato bene)

So che qualcuno non apprezzerà la facile ironia, ma quando ho letto la dichiarazione del Commissario europeo per gli Affari economici e monetari, il finlandese Olli Rehn, il titolo dell’articolo … mi è venuto spontaneo.

Ancor prima che il Presidente Napolitano affidasse l’incarico di formare un nuovo Governo a Matteo Renzi, tutti i giornali si sbizzarrivano con le previsioni sul “toto-ministri” ed ovviamente il dicastero sul quale si concentravano le attenzioni di tutti era quello dell’economia.

Molti personaggi “famosi” pare abbiano rifiutato di assumere l’incarico, forse spaventati dalle responsabilità, più probabilmente “bocciati” da chi veramente comanda in Italia (cioè l’Ue ed i suoi burocrati).

Alla fine è uscito il nome di Pier Carlo Padoan che quegli ambienti (quelli di Bruxelles intendo) li conosce bene frequentandoli da anni, dal 2007, infatti è vice segretario generale dell’OCSE e dal 2009 ne è anche capo economista.

Enrico Letta lo aveva chiamato lo scorso dicembre a dirigere l’ISTAT, incarico che non ha ancora potuto ricoprire e che ora lascerà ad altri.

Ma la nomina di Pier Carlo Padoan a Ministro dell’Economia ha risvolti da un lato preoccupanti, ma dall’altro esilaranti.

Preoccupanti perché ci dimostra, in maniera incontrovertibile, come l’Italia ormai non abbia ceduto all’Europa soltanto la sovranità monetaria, ma anche quella politica.

Al nostro Presidente del Consiglio viene, almeno per il momento, ancora concessa la facoltà di scegliersi il Ministro per le Riforme costituzionali ed i rapporti con il Parlamento (che Renzi assegna alla Maria Elena Boschi), ma non di nominare il titolare del Ministero dell’Economia, quello viene scelto dalla ormai celeberrima “troika” (Bce, FMI ed Ue).

Ed è lo stesso Renzi a dirlo candidamente, confessando di non conoscere Padoan.

Ed allora, caro neo Premier, ci può dire chi le ha consigliato la nomina di Padoan che, ricordiamolo, andrà a ricoprire l’incarico di gran lunga più importante della compagine governativa?

Ma avevamo detto che questa scelta aveva anche dei risvolti esilaranti, ed in effetti, durante il discorso che Renzi ha tenuto al Senato, il nostro neo Premier ha dimostrato a tutti non solo di non conoscere il nuovo Ministro dell’Economia, ma addirittura di non saper neppure pronunciarne il nome.

Renzi infatti lo chiama Pàdoan, mentre ovviamente la pronuncia corretta è Padoàn, non occorre poi essere abitanti del nord-est per capire che il cognome del neo Ministro, nel vernacolo veneto, significhi “abitante di Padova”.

Resta quindi da capire dove il nostro buon Matteo abbia sentito pronunciare in quel modo il nome del nuovo inquilino di via XX Settembre.

E la risposta ci è arrivata proprio ieri, quando durante la presentazione delle previsioni economiche invernali della Ce, abbiamo sentito il Commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, pronunciare chiaramente Pàdoan.

Ecco allora spiegato l’arcano, il buon Renzi aveva sentito quella pronuncia con l’accento sbagliato nella telefonata che Rehn gli aveva fatto per indicargli chi doveva essere il nuovo Ministro dell’Economia!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro