Renzi dà 80 euro al mese agli statali e Draghi 80 miliardi alle banche

Per Draghi, in Europa, “la ripresa è in atto” e “il peggio è alle spalle”, ma dato che dobbiamo sempre guardare con sospetto a tutto ciò che abbiamo dietro le spalle, si affretta anche a dire che è pronto a mettere in campo “armi non convenzionali” a supporto dell’economia del Vecchio Continente e precisa che “tutto il board della Bce è già d’accordo”.

Insomma è come dire “il mio vicino è una brava persona”, ma oltre ad aver messo del filo spinato in cima alla rete che divide le nostre proprietà gli ho anche puntato contro dei bazooka.

Il fatto è che già un paio di anni fa aveva minacciato di intervenire pesantemente, poi non ha tirato fuori nemmeno un euro, ma ha ottenuto ugualmente il risultato sperato perché il mercato “gli ha creduto”.

Ora sembra che il mercato voglia andare a vedere, perché non si fida più, dopotutto, pensano gli operatori, parlerà bene l’inglese, ma Draghi è pur sempre un italiano, quindi, inaffidabile per antonomasia.

Gli italiani negli ultimi anni, poi, si sono specializzati in una pratica nella quale hanno raggiunto l’eccellenza assoluta: gli annunci.

In questo siamo di gran lunga i migliori del mondo, e con Renzi al governo abbiamo raggiunto l’apice, perché non solo agli annunci del nuovo Premier non è seguita alcuna azione concreta, ma ciò che è stato fatto va proprio in direzione contraria.

E quindi perché si deve credere a Draghi quando dice di esser pronto ad utilizzare mille miliardi di euro con i quali fare acquisti per 80 miliardi al mese?

Ma soprattutto a chi arriverebbero questi 80 miliardi di euro al mese? Cosa sarebbe pronta a comprare la Bce?

Gli Abs!

No, non il sistema di antibloccaggio delle ruote, ma le Asset Backed Securities, in pratica un po’ di spazzatura dalle Banche.

La cosa funzionerebbe così: le Banche sono piene di crediti, un bel po’ dei quali inesigibili, allora riempiono delle belle bottigliette in cui mettono dentro un po’ di tutto, qualche cosa buona, qualche cosa un po’ meno buona, qualcosa che si sta deteriorando e qualcosa in putrefazione, le impacchettano in graziose scatolette, gli mettono sopra un bel fiocco e poi cercano di piazzarle.

Queste scatolette, tanto per non far capire quello che contengono, le hanno chiamate ABS.

Naturalmente la Bce sa benissimo che dentro le boccettine non trova Chanel n° 5 ma acqua sporca se non liquame, il sistema, però, deve stare in piedi e “tirare avanti” è vitale.

Nella favola che racconta Draghi le Banche, liberate dalle catene che ora le tengono legate, tornerebbero in possesso della liquidità per poterla immettere di nuovo nell’economia reale.

Perché è una favola?

Ma semplicemente perché il sistema bancario non eroga più credito non solo perché non ha abbastanza liquidità, ma perché, vista la crisi, tutt’altro che terminata, il rischio sarebbe talmente alto che dovrebbe richiedere interessi assolutamente insostenibili per le aziende.

Scusatemi cari lettori, ma supponete per un attimo di essere l’Amministratore Delegato di una grande Banca, mi dite a chi voi ora prestereste i soldi? Quali aziende vi darebbero una tale fiducia da meritare il vostro credito?

E’ facile dire che le Banche non vogliono più rischiare: quelle che l’hanno fatto si trovano ora sull’orlo del fallimento!!!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro