Renzi e Civati: peggio dei “vecchi” democristiani

La Democrazia Cristiana è stato il partito che ha salvato l’Italia, quello che ci ha evitato di precipitare nel baratro comunista, senza la Democrazia Cristiana non saremmo mai diventati la settima potenza del mondo.

Dopo aver avuto quel ruolo determinante nell’immediato dopoguerra e negli anni del boom economico, però, visto che il potere logora (eccome!), vennero gli anni delle “convergenze parallele” e della “non sfiducia” se non proprio del “compromesso storico”, ed il termine “democristiano” cominciò ad assumere una connotazione non proprio positiva.

Il “democristiano” era colui che dava un colpo al cerchio ed uno alla botte, che rimandava sempre le decisioni più spinose e che, per mantenere il potere, era disposto a vendere l’anima al diavolo.

Il partito divenne così un’accozzaglia di correnti in perenne lotta fra di loro, il nemico, si diceva, non andava cercato nell’avversario politico, ma nell’opposta corrente dello stesso partito.

L’avvento della seconda repubblica aveva anche come ambizione quella di spazzar via questo modo di fare politica che aveva contribuito a spingere il nostro Paese in un pantano dal quale non ne è ancora uscito.

Il metodo maggioritario, si diceva, ha il merito di far chiarezza: o di qua, o di là. Basta con le coltellate alle spalle ed i franchi tiratori.

Le vicende politiche del nostro Paese, anche le più recenti, invece, hanno dimostrato come ci voglia ben altro che una legge elettorale per far cambiare una mentalità ai politici e soprattutto che (ahinoi!) non è una questione di anagrafe, anche le attuali giovani leve sembra che siano affette dal morbo “democristiano”.

L’ultimo esempio in termini di tempo?

Il caso Cancellieri.

Il comportamento che hanno avuto nell’occasione Matteo Renzi e Filippo Civati, i due enfants prodige del Partito Democratico, è parso perlomeno ambiguo e mi ha fatto tornare alla mente quando, ancora ragazzi, un mio amico mi raccontò di quella volta in cui, invitando una ragazza al cinema, si senti rispondere “verrei volentieri, ma non ne ho voglia”.

Come?!?!?

Verresti volentieri?
O non ne hai voglia!

Ed allora cari Renzi e Civati, se urlate ai sette venti che la Cancellieri doveva dimettersi da Ministro della Giustizia, perché non avete votato la mozione di sfiducia?

Per non scontentare nessuno?

Voi sapete perfettamente che fra i vostri elettori c’era una sparuta minoranza dalla parte della Cancellieri e la stragrande maggioranza per la decadenza del Guardasigilli, e allora voi cosa fate?
Dite una cosa, e vi comportate in maniera opposta!
Complimenti!!!
Complimenti per la chiarezza, la lucidità, la trasparenza e soprattutto per la coerenza.

Ma se avete paura di esporvi su una cosa così banale ed insignificante come la decadenza di un Ministro che ne ha combinata una più di Bertoldo, come pensate di aver le capacità per guidare un Paese che ha bisogno, più di ogni altra cosa, di scelte chiare e coraggiose?!?!?

Povera Italia, la situazione è drammatica, le prospettive … tragiche!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro