Renzi, i candidati per le elezioni europee diventano una buffonata

E poi ci si chiede i motivi per cui c’è questa disaffezione nei confronti della politica, è chiaro che a nessuna persona seria fa piacere partecipare ad una buffonata.

Ed ormai è chiaro a tutti che le elezioni europee si stanno trasformando in una pagliacciata colossale.

Volete sapere l’ultima?

Avete idea di come vengano scelti coloro che dovranno andare a rappresentare le nostre istanze a Strasburgo, sede del Parlamento europeo?

Ora vi racconto. Premetto solo che non mi sto inventando nulla.

Come sapete, recentemente, il nostro Presidente del Consiglio ha fatto un viaggio in Inghilterra, incontrando il leader David Cameron. Come accade sempre in tali occasioni, a margine dei colloqui politici, si organizzano dei ricevimenti ai quali vengono invitati personaggi più o meno noti.

Ed ecco che nel ricevimento organizzato dal sindaco di Londra, fra gli altri viene invitato Marco Tardelli, l’ex calciatore ed ex allenatore.

Il nostro buon Renzi, dopo aver esaltato le gesta dell’ex atleta chiede a Tardelli quali fossero le sue “idee politiche”, sentendosi rispondere come avrebbe potuto esprimersi un minus habens: “In politica non sono ferrato”.

Magnifico! – ha pensato Renzi – questo è il candidato ideale per le prossime elezioni europee, e forse davvero il nostro Premier non ha tutti i torti, per diventare Parlamentari europei occorre avere qualche carenza a livello intellettivo.

Di Tardelli, ad onor del vero, era da un po’ che non se ne sentiva più parlare, ripercorriamo brevemente le sue tappe dopo aver chiuso ingloriosamente l’attività agonistica nel San Gallo.

La Federazione italiana, probabilmente per meriti sportivi, gli affida il ruolo di allenatore prima dell’Under-16 e poi dell’Under-21 con la quale vince un titolo europeo.

Da quel momento, forse galvanizzato dal successo, inizia un’infausta carriera come allenatore delle squadre di Club. Inizia subito dall’Inter a campionato in corso, verrà esonerato a fine stagione diventando l’idolo dei tifosi milanisti per il famoso 6-0 che i rossoneri rifilano ai nerazzurri nel derby, e che viene ricordato tutt’ora a distanza di tredici anni.

Allora riparte da una squadra meno blasonata, ma non dura un anno nemmeno al Bari. Forse, pensa, sono più portato per allenare squadre nazionali, ma anche l’esperienza come Commissario tecnico dell’Egitto dura sei mesi, molti se raffrontati con l’ultima esperienza come allenatore, ad Arezzo, infatti, dopo due mesi arriva l’ennesimo esonero.

Probabilmente per compassione Giovanni Trapattoni, che lo aveva allenato per diversi anni nella Juventus, lo prende come suo vice nei cinque anni in cui guida la nazionale irlandese. Si sa, un vice allenatore non fa nulla, se non incassare lo stipendio.

Ora, a 60 anni, non sappiamo cosa faccia, possiamo solo immaginare, vista la tutt’altro che buona forma fisica, che non abbia uno stile di vita salutare, forse si sta godendo i soldi guadagni in tutti questi anni.

Un’ultima cosa, il buon Tardelli è talmente legato al nostro Paese che, terminata l’avventura di vice-allenatore dell’Irlanda, ha deciso di continuare a vivere a Londra.

Ora diventa l’emblema della decadenza della politica italiana ed ancor più delle Istituzioni europee che sono relegate ad un apparato burocratico composto da personaggi falliti che hanno goduto, per un periodo, di una certa popolarità.

Il sogno che animava i padri fondatori dell’Unione europea si è trasformato in burletta, una fine misera ed avvilente.

Grazie Renzi per incarnare il grande spirito di cambiamento della politica italiana.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro