Renzi irrecuperabile: “Tra mille giorni saremo noi la guida della Ue”

Un pugile suonato che più cazzotti prende e più vuol fare lo spavaldo, ma il suo sguardo di sfida assomiglia sempre più ad una smorfia di dolore, oppure, sempre rimanendo in ambito sportivo, il ciclista che sui primi tornanti del Mortirolo, in piena “micciola”, vedendo gli altri salire ad un’altra andatura pensa che andando su del suo passo li andrà a riprendere tutti mentre nella realtà quella salita risulterà il suo Calvario.

Questo mi sembra Renzi, dopo la scoppola della recessione, un pugile suonato, un ciclista in piena “micciola” (termine toscano che sta per “cotta”, “crisi”) che cerca di mulinare le gambe ma la bici non va avanti.

Insomma, Renzi, questo è palese, medicine non ne ha … ma non ha ancora capito che non funziona neppure “l’effetto placebo” … e allora?

Ed allora sta diventando sempre più una caricatura. C’è un modo di dire milanese (ah! quanta cultura nei nostri dialetti) che si attaglia perfettamente al nostro Renzi, che “tradotto” in italiano suonerebbe pressappoco “dopo le balle è per terra”.

Comunque è chiaro il significato: se gli si toglie l’unica capacità che ha, cioè quella di raccontare frottole, è una persona che non vale nulla.

C’è da dire che è anche ben guidato dai “pupari” che lo manovrano, vi faccio notare, ad esempio, che lui, da quando è diventato Presidente del Consiglio, si è fatto riprendere dalle tv tutti i santi giorni che il buon Dio ha mandato sulla terra, tutti i giorni ok?

Ebbene qual è il solo giorno in cui lui è rimasta barricato dentro a Palazzo Chigi senza farsi riprendere dalle telecamere delle varie Tv? Proprio ieri, giorno in cui l’Istat ha certificato la nostra ennesima recessione. Sapete perché?

Perché i maghi della “scienza della comunicazione” ed i guru curatori “dell’immagine” ritengono che se alla televisione viene data una brutta notizia mentre sullo schermo passano le immagini di una persona il nostro cervello faccia automaticamente una connessione fra immagine e notizia e quindi associa la “colpa” di quella brutta notizia alla persona  che in quel momento viene ripresa.

Insomma, in parole povere, se lui fosse comparso in video mentre veniva detto del calo del Pil il nostro cervello avrebbe associato le due cose ed il risultato sarebbe quindi stato: è sceso ancora il Pil? Colpa di Renzi!

Chiariamo subito che questo effetto è reale, studiato e dimostrato da tempo, prova ne sia che se si parla di un omicidio e vengono fatte vedere fotografie di un semplice sospettato, potrebbe anche avere le sembianze di Richard Gere, ma molti dei telespettatori invece diranno che ha “una brutta faccia”.

Comunque, ieri, Renzi non si è visto sugli schermi (per la prima volta) ma non poteva nemmeno rimanere muto, anche questo sarebbe stato controproducente, se durante le turbolenze il pilota dell’aereo si barrica in silenzio nella sua cabina i passeggeri prendono ancor più paura, ed allora come fare?

Ed ecco il secondo consiglio che gli hanno dato i “pupari”, non utilizzare i consueti tweet che ormai lo contraddistinguono e lo connotano, ma ricorrere ad una cosa vecchia ed antiquata, qualcosa “alla Napolitano” tanto per intenderci: una lettera.

E così i telegiornali hanno fatto da megafono al messaggio, naturalmente rassicurante, che il “primo pilota” dell’aereo, ha voluto lanciare ai propri passeggeri: “E’ vero che abbiamo perso la rotta, è vero che abbiamo perso i contatti con la torre di controllo, è vero che c’è una nebbia fittissima che non si vede a venti metri di distanza, è vero che il carburante comincia a scarseggiare, ma atterremo da qualche parte e ci salveremo tutti”.

Se qualcuno crede ancora ai miracoli …

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro