Renzi, se si chiede l’elemosina si è trattati da accattoni.

Ai tempi della Merkel e Sarkozy (la culona e l’ebete, tanto per capirsi), ed i loro sorrisini ironici, i giornali italiani, anziché indignarsi e stigmatizzare duramente l’accaduto arrivarono persino ad attaccare Berlusconi (figuriamoci), accusandolo di aver fatto perdere la dignità al nostro Paese.

Oggi che Van Rompuy e Barroso si fanno beffe di Renzi, invece, la nostra stampa di sinistra si è divisa fra chi ha ignorato l’accaduto e chi, sdegnato, ha attaccato duramente i due euroburocrati.

Togliamoci subito qualsiasi dubbio, ciò che penso io di Van Rompuy e Barroso è noto, sono individui abbietti che hanno portato il loro cervello all’ammasso, ammesso e non concesso che ne abbiano mai avuto uno.

Lungi da me, quindi, il voler attribuire loro anche la minima scusante, hanno avuto un comportamento odioso ed irritante.

Detto questo, però, se si chiede l’elemosina si è trattati da accattoni, e Renzi farebbe quindi bene a far tesoro di questa esperienza.

La cosa più sconfortante di tutta questa odiosa vicenda, infatti, è che, in questa Europa, con queste regole, noi saremo sempre sudditi.

Lasciamo agli euroburocrati la loro spocchia, lasciamo loro Bruxelles e Francoforte, noi abbiamo Venezia e Milano che sono di una bellezza incomparabile.

Ma non sarà certo Renzi ad aver il coraggio, anzi la lungimiranza politica, di dire basta con questa litania dell’Unione europea, lui è stato scelto proprio per procrastinare questa continua spoliazione del nostro Paese.

Ormai tutti hanno capito che l’euro avvantaggia i Paesi più forti e penalizza i più deboli, insistere con questa moneta non è da pazzi, è da persone in malafede.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro