Si tagliano ancora le stime di crescita, è ora di dire basta!

Ogni anno è così, ogni trimestre è così, ogni mese è così, ma la gente nonostante tutto continua a far finta di crederci, soltanto per non dire di aver perso anche la speranza.

Sto parlando delle stime di crescita per il nostro Paese che sono state ancora tagliate, non si può neppure dire “per l’ennesima volta” perché non ci si ricorda neppure più il tempo da quando è iniziata questa deplorevole litania.

Ogni volta si danno delle stime di crescita per l’anno in corso e costantemente superiori per l’anno seguente ed ancora migliori per quello successivo, salvo poi ricredersi e dover ammettere “ogni santa volta” che si era stati troppo ottimisti e che la realtà è stata molto più dura.

Anche per il 2014, prima che iniziasse si parlava di una crescita dell1% per il nostro Paese, qualche mese fa si è ridotta a +0,8% ed ora, notizia di ieri, siamo allo 0,6%.

A quanto finiremo?

Personalmente non riesco a capire come la gente possa credere ancora a queste previsioni che, ripeto, si sono SEMPRE dimostrate sbagliate, e SEMPRE per eccesso.

Ed allora, le previsioni si sbagliano, d’accordo sono uno statistico e figuratevi se non lo so, ma se si è in buona fede qualche volta si sbagliano in difetto e qualche volta in eccesso.

Se invece, come avviene ormai da anni ed anni, gli sbagliano costante mente per eccesso c’è un solo modo per spiegare “statisticamente” questo fenomeno, è che sono previsioni fatte IN MALAFEDE.

E se si parla di malafede io non ci sto, non ci sto ad essere preso in giro da chi, scientemente, vuole nascondermi la verità.

Ed allora (anche se con rilevanza diversa), caro Governo, cara Istat, cara Ue, caro Fmi insomma tutti voi che fate previsioni sempre troppo ottimistiche per mio Paese e siete costrette poi a rettificare continuamente al ribasso, forse sarebbe giunto il momento anche per voi di essere più seri e rigorosi, perché gli italiani hanno bisogno di serietà … non di bugie.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro