Sono rimasto il solo a difendere Tsipras?

L’ho definito una nullità, un ex black bloc, un burattino, una persona senza carisma, in totale confusione e privo di coraggio e mentre descrivevo così Alexis Tsipras l’intero popolo della rete mi riempiva di insulti, e glorificava il Premier greco.

E’ bastato poco, però, una proposta di compromesso mandata all’Unione europea, e questo ondivago “popolo della rete” gli ha completamente voltato le spalle, lo ha “cancellato”, anzi, peggio ancora, lo ha ignorato, un comportamento che a volte può essere considerato più offensivo di un insulto.

Ed allora capisco che può sembrare un paradosso, ma ora sono io il solo che attualmente lo difende, guardate bene che non ho cambiato idea, io rimango dell’opinione che Tsipras non sia la persona adatta per gestire una situazione così cruciale per suo popolo, la Grecia avrebbe avuto la necessità di affidarsi ad un grande statista carismatico in grado di andare fino in fondo e chiudere definitivamente l’esperienza dell’euro, facendo sopportare al proprio popolo enormi sacrifici.

Però …

… però gli ho visto gli occhi, gli ho visto gli occhi in questo video quando Farage al termine del suo intervento gli dice:

“ Signor Tsipras è  giunto francamente il momento,   se ne ha il coraggio, di guidare i greci fuori dalla zona euro con la testa alta , di tornare alla vostra Democrazia, di riprendere il controllo sulla sua nazione. Date alla vostra gente la guida  e  speranza di cui hanno bisogno. Sì, sarà difficile per i primi mesi, ma con una valuta svalutata e con gli amici che avete da tutto il mondo, vi riprenderete.

Guardate il volto di Tsipras, lui non applaude, nervosamente nuove la bocca, guardatelo bene in volto, è il volto di un uomo dilaniato dal peso di una responsabilità che non riesce a sopportare, è il volto di un uomo angosciato perché deve fare una scelta che non gli lascia scampo: una opzione porta al rimpianto e l’altra al rimorso.

Ed allora occorre anche comprendere le difficoltà di una persona che probabilmente mai nella propria vita avrebbe pensato di essere chiamato ad assumersi una simile responsabilità e non se la sente, non ha il coraggio di chiedere al proprio popolo un sacrificio troppo grande.

Non so se in futuro le cose potranno cambiare, se gli eventi porteranno lui o chi verrà dopo di lui a non avere scampo, ad essere costretto a prendere una decisione che, per quanto dolorosa, rimane la sola “naturale”.

In questo momento, però, in questo momento di estrema difficoltà per lui, mi sento di difenderlo, non è un traditore, è solo un uomo, ed un uomo solo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro