Il Sud sta ribollendo e Renzi si nasconde (come un sorcio) dai cittadini infuriati. Infame la tv di Stato

Cosa avete visto voi sulla Tv di Stato?

Anzi direi su tutti i media nazionali. Avete visto Matteo Renzi all’interno del Museo di Reggio Calabria ammirare i Bronzi di Riace e poi annunciare l’ennesimo “programma di investimenti per il Sud”, miliardi di fondi europei (?!?) che naturalmente, a sentir lui, verranno impiegati in “progetti di sviluppo trasparenti” che creeranno occupazione e faranno da volano per il rilancio del meridione d’Italia.

Cosa è accaduto nella realtà?

Che Matteo Renzi nel Museo di Reggio Calabria è davvero entrato, ma non per l’entrata principale, bensì per un ingresso secondario. E perché hanno preferito farlo entrare dalla “porta di servizio”? Semplicemente perché la piazza prospiciente l’entrata principale era gremita di persone arrivate da ogni parte della Calabria.

Pronti per fare la festa?

NO!!!

Pronti per fargli la festa!!!

I calabresi ormai sono arrivati al limite estremo di sopportazione, e, nonostante Renzi non fosse venuto a mani vuote, aveva infatti portato un “cadeau” di 132 milioni di euro (promettendone 401 in totale) che ha consegnato al Sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà (indovinate di che partito è?), gremivano la piazza pronti ad accogliere il Premier con fischi, urla e … qualche pomodoro, di quelli che ormai marciscono sulle piante perché non vale nemmeno la pena raccoglierli, non c’erano solo gli agricoltori, in prima fila si potevano notare i cassintegrati del porto di Gioia Tauro, emblema del mal governo, ma non mancava nessuna classe sociale.

Tutte queste persone, tuttavia, Renzi non l’hanno visto, perché il Presidente del Consiglio, come detto, per evitare le contestazioni, ha preferito entrare di soppiatto, come un sorcio, da un’entrata di servizio.

Forse ci sarà rimasto male anche il Sindaco Falcomatà, senz’altro felice per l’assegno ricevuto, ma deluso dal fatto che Renzi non abbia potuto vedere come egli aveva ripulito e addobbata con tanto di tappeto rosso, “Piazza De Nava”, appunto la piazza prospiciente il Museo Nazionale, lasciata per anni in stato di abbandono e diventata da tempo regno incontrastato di cani randagi.

Al solito, e purtroppo non ci stanchiamo mai di dirlo, la tv ed i media nazionali si sono distinti ancora per faziosità e sudditanza nei confronti del potere politico. I servizi della Rai, sono stati talmente edulcorati da far impallidire anche gli storici documentari Luce, tutti noi sappiamo però che i fatti si possono travisare, falsare, manipolare … ma non all’infinito, il popolo vince sempre, prima o poi.

Renzi assomiglia sempre di più a quei regnanti che vivono esclusivamente all’interno delle loro sfarzose dimore, senza più alcun contatto con le “persone comuni”. Un solo esempio: cosa c’è più “di sinistra” del “Primo Maggio Festa dei Lavoratori”? Probabilmente niente! Ed il Presidente del Consiglio di un Partito che ritiene di rappresentare la classe dei lavoratori quel giorno dovrebbe sfilare in prima fila in una delle tante manifestazioni che si tengono quel giorno in ogni città d’Italia.

Ebbene dov’era Renzi?

Prima rintanato nella sua dorata dimora, Palazzo Chigi, ripreso dalle telecamere della Tv di Stato, mentre comunica di aver indetto una riunione straordinaria del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), poi direttamente ospite di un programma televisivo di Rai 1 (da Giletti, sigh!) per lanciare l’ennesimo annuncio (stanziati 2,5 miliardi per “la ricerca e la cultura”) al quale non seguirà alcun effetto pratico.

Quale segnale viene dato alla nazione quando il Presidente del Consiglio, nonché Segretario di un partito che intende rappresentare classi popolari, NON PUO’ sfilare insieme ai lavoratori il Primo Maggio perché altrimenti scoppierebbero tumulti? Forse che la democrazia è in pericolo?

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro