Task Force anticorruzione, quando la stupidità tende ad infinito

Oltre ogni immaginazione.

E’ la risposta alla domanda: fin dove può arrivare la stupidità umana?

Ammetto infatti che una delle cose più difficili al mondo sia immaginare fin dove si possa spingere la stupidità umana, ed infatti puntualmente rimango stupito dal fatto di non essere stato in grado di prevederlo.

In questo momento, ovviamente, mi sto riferendo alla proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi di istituire una Task Force anticorruzione. Unicamente una persona non nel pieno possesso delle proprie facoltà potrebbe soltanto pensare ad una cosa simile.

Cerco di aprire il più possibile la mia mente, ma per quanti sforzi faccia rimango una persona razionale ed allora mi risulta impossibile capire se è solo la boutade di una persona “mentalmente disturbata” oppure dietro ci sia una strampalata strategia che non riesco a comprendere.

Mi verrebbe da pensare al secondo caso visto che dopo l’uscita di Renzi, anziché mandarlo a quel paese per la sciocchezza detta, Angelino Alfano, il Ministro dell’Interno, abbia commentato: “La Task Force potrebbe essere una buona soluzione”.

Forse è bene evidenziare che non stiamo parlando di due avventori un po’ alticci incontratisi casualmente in un bar, bensì del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’Interno, è veramente difficile credere che entrambi possano essere seri mentre propongono la Task Force anticorruzione. Sarebbe come pensare che una persona azzecchi il 6 al Superenalotto per due volte consecutivamente.

Ma da chi sarebbe formata questa Task Force? Da Carabinieri? Personale della Guardia di Finanza? O detective privati? E cosa dovrebbero materialmente fare? Seguire e filmare 24 ore su 24 i manager pubblici? E poi, come potremmo escludere che imprenditori e manager non riescano a corrompere qualcuno della Task Force? Ed allora, per evitare questa eventualità, si arriverà ad istituire un Super Task Force che abbia il compito di controllare la Task Force nata con l’intento di combattere il fenomeno della corruzione negli appalti pubblici?

Carissimi lettori, se qualche minuto dopo aver proceduto a degli arresti da parte delle Forze dell’Ordine voi vedete al telegiornale delle immagini relative al presunto reato … diffidate SEMPRE!

Chiedetevi: chi ha fornito alle varie reti televisive quelle riprese? E perché? Quale può essere la motivazione?

In un Paese normale, o almeno minimamente democratico, i processi si celebrano nei tribunali non in televisione. Anzi in Italia non vengono neppure fatti i processi in televisione, ma vengono dati in pasto al popolo bue dei colpevoli già preconfezionati.

E peggio ancora quando, come nel caso di Scajola, si arriva all’arresto in diretta. Le Forze dell’Ordine, in quel caso, prima di recarsi nell’albergo dove si trovava l’ex Ministro hanno telefonato ai vari Tg? E cosa è stato detto? Arrivate con le cineprese in via Veneto che andiamo ad arrestare Scajola?

Gli sono state risparmiate le manette, la dimostrazione che rispetto al caso Tortora, si sono fatti passi avanti.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro