Vladimir Luxuria, l’arresto e la scarcerazione lampo, a Sochi, fanno discutere

 

Dell’arresto di Wladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria, avvenuto a Sochi, qualcuno, qui in Italia, avrà anche sorriso, ma ricordo sempre che non si può fare dell’ironia su un provvedimento di restrizione della libertà.

Certo però, che la decisione dell’eclettica show girl di andare in Russia nel bel mezzo delle Olimpiadi invernali che si stanno svolgendo nella città sul mar Nero, sventolando impunemente una bandiera arcobaleno con la scritta in russo “Gay è ok” non pareva un’idea brillante.

L’ex parlamentare di Rifondazione Comunista aveva avuto anche un’altra idea geniale, quella di pubblicare una foto su twitter che la ritraeva con in mano un ventaglio arcobaleno, corredata dalla scritta “Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin!”.

A questo punto mi sarei stupito che la Polizia russa non fosse intervenuta. Forse ci si dimentica che in Italia si possono impunemente trasgredire tutte le leggi senza che le nostre Forze dell’Ordine intervengano, ma non è così in altre parti del mondo.

Comunque la povera Luxuria si è ritrovata in un commissariato russo ed è riuscita a telefonare, evidentemente terrorizzata per l’esperienza, alla presidente di Gay Project, Imma Battaglia, chiedendo aiuto.

Da qui l’immediata telefonata al Ministro degli esteri Emma Bonino che ha subito istituito un’Unità di crisi, ed nel giro di poche ore si è ottenuta la scarcerazione della nostra connazionale.

Tutto è bene quel che finisce bene, ma non ci si può esimere dal fare alcune considerazioni sull’accaduto.

Se un nostro connazionale venisse arrestato in Russia, ma non possedesse il numero del cellulare del Ministro degli Esteri, si sarebbe allertato, quasi in tempo reale, il nostro Consolato ed aperto un’Unità di crisi?

Personalmente ho molti dubbi che la vicenda, se avesse avuto come protagonista un emerito sconosciuto, si sarebbe conclusa, con esito positivo, in così breve tempo.

La seconda considerazione è più di carattere politico.

Vladimir Luxuria nel 2006 fu eletta nelle liste di Rifondazione Comunista, ora, vien da chiedersi, ma la Russia non è un Paese comunista? I tanti comunisti italiani che oggi durante le ore della detenzione della transgender (come ama definirsi) hanno tuonato contro le leggi russe che vietano la propaganda gay in luoghi che possono essere frequentati da minori, non sono gli stessi che qualche anno fa ci descrivevano la Russia come il modello politico da imitare?

Mah, il mondo sembra proprio girare alla rovescia.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro