Wall Street, cosa sta accadendo (sul serio)

Impressionante, davvero impressionante come gli indici americani siano andati in caduta libera dal 19 di settembre (terzo venerdì del mese) e siano ripartiti come una molla il 17 ottobre (terzo venerdì del mese), c’entreranno qualcosa secondo voi le scadenze tecniche?

Naturalmente le motivazioni che vengono date sono altre, ieri, ad esempio, si è saputo che la fiducia dei consumatori è arrivata ai massimi degli ultimi 7 anni, ma forse si dimentica che qualche tempo fa i crolli di Wall Street erano proprio attribuiti ai buoni dati macro che, ad ascoltare gli analisti, avrebbero incoraggiato la Fed ad aumentare i tassi più rapidamente.

Ed allora gli “analisti” devono decidersi: buoni od ottimi dati macro fanno migliorare le Borse o le deprimono? Perché se una volta vengono presi come “causa dei ribassi” ed un’altra come “motivo dei rialzi”, allora non ci siamo, in questo modo tutti, ma proprio tutti possono fare l’analista di Borsa.

La realtà, cari lettori, è che qualcuno sta tirando la corda, ed a furia di tirare … le corde si spezzano, ma i guadagni più forti si hanno proprio prima del crac, quindi non ha senso “uscire dal gioco” finché si guadagna molto, certo, bisogna scappare un giorno prima che salti tutto per aria, quindi basta sapere quando sarà quel giorno.

Da oggi il Quantitative Easing è ufficialmente finito, ma non più tardi di due settimane fa al culmine del crollo susseguente al “venerdì delle tre streghe” (19 settembre) sembra proprio che sia stato l’annuncio di uno dei Governatori della Fed, che paventava la possibilità di aprirne un altro (di QE), a far rimbalzare con vigore gli indici americani.

In pratica mamma Fed sembra aver detto al mercato “Ormai sei diventato grande e non hai più bisogno del ciuccio, ora lo butto via”, ma appena il mercato si è messo a piangere … ecco che immediatamente è rispuntato fuori.

Insomma per gli Stati Uniti non sono bastati cinque anni di crescita economica per far tornare “normale” il mercato finanziario. I tassi ad oggi sono tutt’ora a zero e dire che ciò è assolutamente “anomalo” è solo un eufemismo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro