Wall Street: il Dow Jones oltre quota 19.000 punti, nuovo record storico

Meno di due anni per guadagnare 1.000 punti. Era il 23 dicembre del 2014 ed il Dow Jones superava per la prima volta i 18.000 punti, ieri, 22 novembre 2016 per la prima volta supera i 19.000 punti.

Un risultato strabiliante!

Ciò che sta accadendo sui mercati finanziari anziché esaltare i risparmiatori dovrebbe però suonare come un campanello d’allarme. E’ accaduto qualcosa che al momento nessuno ha neppure provato a spiegare.

Ricostruiamo.

Non c’era un solo politologo che aveva previsto la sconfitta di Hillary Clinton e la vittoria di Trump. Non c’era nessun analista di Borsa che non avesse previsto un crollo verticale qualora Trump fosse diventato il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti.

Ed allora partiamo da lì.

Qualche ora dopo aver cominciato lo spoglio dei voti comincia a delinearsi una sorpresa colossale: Donald Trump sembra possa aggiudicarsi Stati chiave e quindi contendere la vittoria a Hillary Clinton.

Ovviamente la Borsa di New York è chiusa, ma, come tutti sappiamo, i contratti derivati vengono scambiati ventiquattrore al giorno, per cui i futures sui principali indici di Borsa americani cominciare a scendere vorticosamente, mentre i Treasuries schizzano all’insù.

All’interno della Maratona Mentana ne dà notizia Mario Sechi. Mentana risponde con una battuta fra il sarcastico e l’angosciante, dice infatti al celebre giornalista del Foglio di non interrompere se non per annunciare “l’arrivo delle cavallette”.

In effetti il future sul Dow Jones crolla verticalmente arrivando a perdere quasi 1.000 punti!!! Cioè il 4,7%!!!

Si preannuncia una delle più terrificanti sedute di Borsa del dopoguerra, ed in effetti Tokyo, che per il fuso orario chiude poco dopo l’esito definitivo dello spoglio, al fixing fa segnare un raggelante -5,7%!!!

In pratica il future sul Dow Jones è arrivato a valere meno di 17.500 punti.

Ed è accaduto solo 10 sedute fa!!!

Ieri il Dow Jones a terminato le contrattazioni a 19.023,87 punti ed il future a 19.029,00 punti. Cioè in dieci sedute ha guadagnato l’8,8%!!!

Cosa è accaduto?

Nessuno lo ha spiegato!

Soltanto ora, en passant, qualcuno liquida l’incredibile reazione dei mercati dicendo che Trump è riuscito, per il momento, a convincere Wall Street con le sue ricette in campo economico (maggior protezionismo e minori tasse).

Ovviamente non è così. Attenzione! Non nel senso che le “ricette economiche” del futuro inquilino della Casa Bianca non siano valide, ma è chiaro che se i futures sul Dow Jones aumentano di 1.500 punti in dieci giorni il motivo è prettamente speculativo.

Ma anche qui dobbiamo precisare che il termine “speculativo” non va inteso in senso negativo, ma va interpretato etimologicamente, non è quindi un comportamento “venale”, ma indotto da un probabile cambiamento della politica da parte della Banca Centrale americana.

La Federal Reserve, dopo esser stata più attendista di Fabio Massimo, dovrebbe muoversi, al momento i flussi si dirigono verso i listini azionari, capiremo fra un po’ che non ci sono le condizioni economiche “reali” per certe valutazioni che riscontriamo in particolar modo sul mercato statunitense. Ed in quel momento …

Non ci resta, in conclusione, che far notare come la “borsetta della nostra italietta” (tutto in minuscolo) anziché con i massimi storici sia alle prese con una crisi senza fine. E la Banca d’Italia ci mette in guardia di possibili future turbolenze del mercato a causate dall’esito referendario.

Siamo in un mondo che ha perso la bussola.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro