Berlusconi incamminato verso un patetico “viale del tramonto”

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

La quasi totalità dei giornalisti ed in particolare degli analisti politici, commette un errore nel valutare l’esito di una qualsiasi tornata elettorale. Essi infatti stabiliscono i “vincenti” ed i “perdenti” facendo un raffronto, un semplice confronto rispetto alle precedenti elezioni della stessa tipologia, oppure rispetto all’esito dell’ultima tornata elettorale.

Certo fare un raffronto rispetto alle precedenti elezioni del medesimo tipo serve per capire come, ad esempio, sia mutata la composizione del parlamento, nel caso di elezioni politiche, oppure del consiglio regionale o di quello comunale se ci riferiamo ad elezioni amministrative.

Mentre fare un raffronto rispetto all’ultima tornata elettorale serve per comprendere come sia variato l’umore dell’elettorato nel breve periodo.

Personalmente, però, ritengo che ciò che ha più senso, nel valutare l’esito di una tornata elettorale, sia quello di confrontare il responso delle urne con … la media dei sondaggi sulle intenzioni di voto della popolazione.

In questo modo non stabiliremo tanto i “vincenti” o i “perdenti”, ma scopriremmo una categoria ancora più interessante: le “sorprese”. Dico più interessante perché saranno i risultati sorprendenti, sia in senso positivo che in senso negativo, ad influire, il giorno dopo il voto, in maniera determinante sullo stato d’animo dei vari partiti, o più precisamente dei loro leaders.

Ed allora andiamo ad analizzare il voto del 4 marzo con questa prospettiva.

Il Movimento 5 Stelle era dato dai sondaggi intorno al 30%, ha ottenuto qualcosa in più, un risultato certamente eclatante, da DC dei primi anni ’70, ma non è stata una “grande” sorpresa.

Per quanto riguarda il PD la debacle elettorale era data per scontata, era stata tuttavia indicata una soglia (il 20%) per stabilire l’entità della sconfitta, con un risultato percentuale superiore a quella soglia la sconfitta sarebbe stata “accettabile”, sotto quella soglia sarebbe stata “cocente”. Ebbene è uscito un 18,7% quindi al di sotto della soglia, ma non in maniera clamorosa. Molti non tengono conto poi che il PD è rimasto il secondo partito più votato in Italia. Quindi una sconfitta “cocente”, ma non drammatica né assolutamente inaspettata.

Un risultato ancor peggiore, ad esempio, è stato quello di Liberi e Uguali, nettamente sotto le previsioni.

Mentre Fratelli d’Italia non si è discostata molto dalle attese dei sondaggisti.

Ed eccoci ora al nocciolo della questione, la vera sorpresa delle elezioni del 4 marzo: il netto sorpasso della Lega nei confronti di Forza Italia!

Una sorpresa che ha stupito anche me, non mi vergogno a confessare infatti di aver perso una scommessa con mio figlio, lui era convinto che la Lega avrebbe superato Forza Italia, mi diceva: “tanti miei amici voteranno Lega, quasi nessuno di loro voterà Forza Italia” ed io ribattevo “certo, ma i tuoi amici sono ragazzi giovanissimi come te, tu non sai quanti anziani (non dico vecchi) voteranno Forza Italia”.

Ebbene non solo ho perso la scommessa, ma anche nettamente!

Ed io sono convinto, STRACONVINTO!!! Che per Berlusconi questa sia stata la sconfitta più bruciante che abbia mai dovuto subire in tutta la sua vita.

Neppure la delusione susseguente all’esito delle elezioni politiche del ’96, perse contro l’Ulivo di Prodi, può essere minimamente paragonata all’amarezza provata lo scorso 4 marzo, allora si trattava di “Berlusconi contro tutti”. L’Ulivo era infatti la risultante di ben 13 formazioni politiche alle quali poi se ne aggiunsero altre cinque, e la sconfitta, per il Cavaliere, dopotutto, fu onorevole.

Se il 21 aprile 1996 era “Berlusconi contro tutti”, il 4 marzo 2018 era “Forza Italia di Berlusconi contro soltanto la Lega di Salvini”, da una parte un partito che poteva contare su tutte le televisioni e soprattutto sui miliardi del suo leader, dall’altro c’era un partito che in cassa non aveva neanche un “tollino” (termine lombardo per indicare una moneta senza alcun valore, di tolla appunto, cioè di latta ndr).

Ebbene: Berlusconi ha perso, ed in maniera netta ed inequivocabile.

Una sconfitta che non solo non è andata giù al Cavaliere, ma che ha lasciato in lui una amarezza tale da riuscire a sconvolgergli la mente.

Certo, anche l’età ha il suo peso, ma è soprattutto la psiche a procurare i danni maggiori, ad un fisico ormai provato si è ora aggiunta una totale mancanza di lucidità mentale.

Probabilmente nessuno dei suoi “generali” ha avuto il coraggio di dirgli che doveva lasciar libero il campo perché era giunto il momento che altri “giocatori” calcassero il terreno di gioco.

E’ la parabola della vita.

La storia ci insegna che sono molte le persone che hanno saputo gestire nel migliore dei modi la parte ascendente, quasi nessuno … quella discendente.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro  

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