Borse: fate molta attenzione

Giancarlo Marcotti 6 Commenti

Lo avevamo già detto tempo fa: la discesa degli indici di Borsa Usa di inizio anno assomigliava stramaledettamente a quanto avevamo assistito lo scorso anno nella seconda parte del mese di agosto.

Al crollo era seguito un primo rimbalzo, poi una nuova breve fase correttiva, quindi il definitivo recupero.

Una forte ripresa che, tuttavia, per quanto riguarda il Dow Jones, non aveva portato ai nuovi massimi storici, essendosi fermata sotto quota 18.000 punti.

Ed è proprio quanto accaduto nel 2016: crollo verticale per i primi venti giorni, un rimbalzo nei quindici giorni successivi, poi un nuovo calo che durava una settimana, e quindi il definitivo forte recupero che ha portato ieri l’indice più vecchio del mondo a concludere le contrattazioni, nel giorno delle tre streghe, a quota 17.600 punti.

Questo quanto accaduto. Ora viene il difficile: come si muoveranno i mercati azionari nelle prossime settimane?

Guardando il grafico non si scorgono segnali d’allarme, come si può notare infatti dallo scorso 11 di febbraio le candele verdi, ossia le sedute nelle quali il valore di chiusura è risultato superiore a quello di apertura, sono la quasi totalità, quindi dal mercato sembrano arrivare messaggi di “fiducia”, ma …

… ma …

Qualcosa non torna.

E’ il mercato valutario che ci fornisce segnali contrastanti, quindi meglio essere prolissi che eccessivamente succinti, soprattutto quando in ballo ci sono i nostri risparmi.

Lo scorso anno, nei giorni del crollo, il dollaro si deprezzava in maniera significativa arrivando a superare quota 1,16 nei confronti dell’euro, l’inversione di rotta avveniva con il rimbalzo dell’equity iniziato il 25 agosto. Tutto bene quindi, nel senso … la logica è salva.

Al crollo dei listini azionari di inizio anno, invece, non si associa un identico movimento dei mercati valutari, anzi il dollaro inizialmente, incredibilmente si apprezza, poi si stabilizza intorno a quota 1,085 mentre si deprezza solo con l’inizio del mese di febbraio. Un movimento tutto sommato ancora razionale perché nei primi giorni del mese scorso i mercati hanno una “ricaduta” che avrebbe potuto avere effetti devastanti.

Invece, dopo aver toccato il minimo il giorno 11 febbraio, le Borse mettono a segno un forte recupero (+12,4%) salendo costantemente in questi ultimi quaranta giorni, tuttavia il cross Eur/Usd, dopo esser sceso nella seconda parte del mese di febbraio, inverte sorprendentemente la rotta e, con l’inizio del mese in corso, torna a salire, e sale tanto (+4,15%), passando da 1,085 a 1,130. Un movimento del tutto anomalo. Perché accade?

E’ chiaro che la risposta pare scontata, l’economia stenta, arrivano revisioni al ribasso della crescita mondiale e la Fed ci ha ripensato, non aumenterà i tassi con la frequenza prevista, ora si ritiene che per l’intero 2016 i tassi Usa non saliranno più di mezzo punto percentuale, quindi tutto si spiega in questo modo!

O no?!?!?

Perché anche la Bce il 3 di marzo ha comunicato di aver preso decisioni assolutamente sorprendenti portando gli acquisti di titoli dai 60 agli 80 miliardi di euro ed aumentando (cioè diminuendo) il tasso negativo sui deposito che ha portato a -0,40%; tutte misure che avrebbero dovuto avere un effetto fortemente depressivo sulla moneta unica.

Quindi?

Quindi i conti non tornano … la logica non torna.

Ed allora?

Ed allora se non vedete presto tornare a scendere il cambio Eur/Usd, ossia se nelle prossime sedute non vedete un chiaro apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro, sarebbe opportuno uscire alla svelta dal comparto azionario.

Le anomalie, sui mercati finanziari devono durare poco, altrimenti diventano pericolosissime, quindi occorre essere assolutamente vigili, Draghi ha fatto molto, ma, proprio per questo motivo, se funziona … bene! Altrimenti … si salvi chi può!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   

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  • Lorenzo Ghiselli

    scusate, io non ho capito la parte in cui si parla del cambio eurdlr: in una fase bear, il dlr si apprezza. se non si alzano i tassi americani, il dollaro perde… draghi ha dato soldi, ma ha detto che aveva finito le cartucce (quindi i mercati hanno pensato che più giù di così non si può andare)

  • Fabio Gallantina

    Dott.Marcotti, premetto di seguirla sempre con estrema attenzione e di considerare molto attendibili le sue osservazioni. Vorrei che prendesse in considerazione l’opinione del Dott. Fugnoli, un economista da me altrettanto riconosciuto, espressa nell’articolo “Telomerasi” pubblicato 2 giorni fa. Letteralmente:” Gli spread di credito si stanno riducendo, le borse hanno una convalescenza tranquilla dopo i trauma di gennaio e febbraio. Il modesto indebolimento del dollaro, dal canto suo, ha l’enorme e benefico effetto collaterale di mettere al riparo il renminbi da attacchi speculativi e dà tempo alla Cina per proseguire lungo la strada delle riforme.” Diametralmente opposti! Nell’attesa della Sua risposta, La saluto cordialmente.

    • Lorenzo Ghiselli

      Guarda,io i professori li lascerei perdere. Io sto sommando le continue revisioni al ribasso del PIL mondiale all elevato indebitamento e all indebolimento dei brics. Secondo te il risultato qual’è? Io penso che nel migliore dei casi vedremo spiccata volatilità.. Poi se ci eravamo sbagliati, con calma si risalire..

    • Giancarlo Marcotti

      Gent.mo Sig. Gallantina, mi ha fatto un enorme piacere il suo contributo perché sono tornato indietro di qualche anno e precisamente al “mitico” (adesso posso dire così, allora lo trovavo angoscioso) 2008.

      Io e il Dott. Fugnoli curavamo due rubriche sul “mitico” (al tempo) Soldionline.

      E’ ovvio che non sempre mi sono trovato in sintonia con lui, ma la mia stima non è mai mancata.

      Tuttavia, stavolta, non penso che si tratti di due visioni “diametralmente opposte”, nel mio articolo volevo solo mettere in guardia gli investitori nei riguardi di un comportamento “anomalo” del mercato.

      Detto questo non ho neppure la certezza che il crollo del mercato nei primi quaranta giorni dell’anno sia un evento superato senza conseguenze, se i due maggiori Banchieri centrali hanno dovuto prendere decisioni così estreme significa che non era una semplice influenza, che dopo una “tranquilla convalescenza” passa senza lasciar traccia, naturalmente me lo auguro, ma al momento vorrei scacciare alcuni dubbi che i movimenti del mercato valutario non hanno contribuito a dissipare.

      Per chiarire però meglio il concetto che volevo veicolare con il mio articolo, visto che alcuni lettori mi hanno scritto preoccupati chiedendomi se era il caso di vendere tutto subito, oggi ho pubblicato un articolo che spero specifichi meglio la mia visione dell’attuale momento sui mercati.

      Nel ringraziarla davvero tanto per gli apprezzamenti fatti alla mia persona, la saluto cordialmente. A presto.

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