Cameron: “e io … non pago”

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Il Primo Ministro inglese, David Cameron,  si dimentica di essere a capo del Paese del “politically correct” e del “self control”, risulta infatti difficile definirlo “disappointed” (rammaricato) per la richiesta pervenutagli dalla Ue, sembrerebbe così più corretto definirlo “pissed off” (incazzato nero).

Ed allora parafrasando Totò, perennemente celebrato da “Striscia la Notizia”, se ne è uscito dal numero 10 di Downing Street sbattendo la porta e dicendo: “E io … non pago”.

Cosa non vuol pagare Cameron?

Una fattura, nel senso di “nota spese”, a quaranta giorni (anzi trentacinque), che l’Ue gli ha inviato a saldo di “arretrati della quota di partecipazione alla stessa Unione europea”.

Ohhhh … tutta sto casino per pagare una semplice, banale nota spese …  ma di quant’è questa fattura?

Due miliardi e centomilioni di euro (2.100.000.000 euro)!

Però!!!

Quasi quasi Cameron preferiva ricevere una “fattura” intesa come quella cosa che ti mandano le fattucchiere, sì insomma un “incantesimo … malefico”.

Il Premier inglese, però, ha subito trovato un alleato proprio nel nostro Matteo Renzi che ha ricevuto pure lui una “fatturina” da pagare, solo che di importo molto più basso, solo 340.000.000 (trecentoquarantamilioni) di euro, ed anche il nostro Primo Ministro si è affrettato a dire che non ha alcuna intenzione di pagare.

In effetti qualcosa non quadra perché se alla Gran Bretagna per giustificare la “fattura” è stato portato il fatto che negli ultimi anni il loro Pil è decisamente aumentato … allora … perché cazzo dovremmo pagare anche noi?!?!?

Semmai noi dovremmo essere rimborsati!!!

Matteo?!?!? Sicuro che nella fattura, in basso, vicino all’importo, non ci sia scritto “nota a credito”???

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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