Cosa sta accadendo sui mercati finanziari. Attenzione al reddito fisso

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Oramai è chiaro, tutti coloro che conoscono il funzionamento dei mercati finanziari si sono accorti del totale scollamento fra il cosiddetto “mercato” e la “Fed”.

In altri termini il mercato non risponde agli annunci della Fed, è … come se non gli credesse più.

Cosa è accaduto? La Yellen non è più credibile?

Guardate che non sarebbe un’assurdità rispondere “sì” a quest’ultima domanda. L’attuale Presidente della Banca Centrale americana, infatti, concluderà il suo mandato fra pochi mesi (febbraio 2018) e, dopo la sua recente dichiarazione (Rimarrò fino alla fine del mio mandato … e non ho nulla da aggiungere) le previsioni quasi unanimi danno per estremamente improbabile una riconferma, è possibile quindi che la Yellen possa lasciare al suo successore la rogna da sbrigare, d’altronde lei stessa aveva ricevuto in eredità da Bernake una situazione per nulla agevole che ha dovuto gestire con estrema cautela.

Però ora ci troviamo in un contesto al limite del credibile, dobbiamo domandarci infatti se è il mercato che non comprende il comportamento della Fed o se è la Fed a non capire quel che sta accadendo nell’economia reale.

Sembra proprio che per il mercato il Quantitative easing non sia finito ed il tapering ancora lungi dal materializzarsi. Se infatti la Fed segnala 7 rialzi di un quarto di punto in due anni ed il mercato ne prezza 2, qualcosa non torna, e di molto! Per non parlare di quanto sta accadendo sui mercati valutari!

E’ però chiaro che tutta questa “confusione” è figlia della politica dei tassi negativi, è vero che l’avrò ripetuto cento volte e qualcuno potrà anche dirmi: “Basta Marcotti ce lo hai già detto”, ma capite bene che adesso il problema non è grosso … è gigantesco.

Se la Banca Centrale procedesse agli aumenti annunciati che accadrebbe al reddito fisso? Certo, si potrebbe rispondere, tornerebbe alla normalità, ma il ritorno alla normalità non sarebbe per nulla indolore, ed allora?

Ed allora il mercato prezza in maniera differente perché ritiene che la Fed farà in … diciamo 6/7 anni ciò che aveva previsto di fare in 2 anni, ovviamente la mia è una forzatura, ma il fatto è che nessuno in questo momento può fare delle previsioni credibili, perché ogni volta che il mercato tende a stornare, immediatamente, la Fed assume una politica monetaria sempre più accomodante.

In parole povere per arrivare al fatidico 3% sono necessari ancora 7 rialzi da 25 basis points, ed allora in quanto tempo si faranno questi rialzi? Il mercato ritiene: non certo in due anni.

In pratica, secondo questa ipotesi, il mercato non crede alla Yellen, ed in effetti se andiamo a riascoltare le ultime due conferenza stampa della Presidentessa della Fed, a margine delle riunioni del FOMC, abbiamo avuto a giugno una Yellen-falco (sì insomma un piccolo gheppio), visto però come aveva reagito il mercato, a luglio si è ripresentata come sempre in versione colomba.

E’ chiaro che la politica monetaria non determina tutto, i mercati rispondono anche alla politica economica, e molto dipenderà dai tassi di crescita dell’economia statunitense, ma oggi stiamo scontando sul mercato azionario tassi di crescita che non sono congruenti con le attuali valutazioni del reddito fisso.

Se questi tassi di crescita prospettati fossero “reali”, il reddito fisso dovrebbe subire una forte correzione (che al momento non si è ancora vista) dalla quale si potrebbero salvare solo gli indicizzati all’inflazione.

Chiaramente se i tassi di crescita “reali” risultassero inferiori alle attese, si alzerebbe immediatamente il premio al rischio con conseguenze non proprio auspicabili per i mercati azionari e sulla parte del mercato obbligazionario a maggiore spread.

Insomma, comunque vada, i rischi per gli investitori tenderanno nei prossimi anni a crescere.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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