Democrazia: una parola senza senso

Giancarlo Marcotti 4 Commenti

Pensate di vivere in uno Stato non democratico? Certo! Avete ragione, ma cosa credete? Che siano Stati democratici la Francia, o il Belgio, o la Gran Bretagna o la Germania o … ecc. ecc.

Pensate davvero che chi ha costruito quel baraccone chiamato “Unione europea” possa accettare che si disgreghi tutto solo perché i popoli questa “Unione” non la vogliono?

Quella gente, non accetterà mai di assistere alla dissoluzione del loro scriteriato intento, anche a costo di ridurre l’Europa in cenere.

Non sono mie supposizioni, lo hanno detto più volte, e con la massima chiarezza: “se salta l’Ue, sarà la guerra!”. A volte hanno cercato di affermare lo stesso concetto in modo più subdolo, dicendo: “l’Ue vi ha garantito un lungo periodo di pace!” sottintendendo così che qualora si disintegri verrà contemporaneamente a meno anche questo “periodo di pace”.

Ebbene, mi direte, se per loro la sovranità popolare non ha alcun senso, allora perché Cameron ha indetto un referendum sulla permanenza della Gran Bretagna all’interno dell’Ue? La risposta è semplicissima:

Perché è un imbecille!!!!!!!

Attenzione, non lo dico io.

Meglio fare chiarezza.

Personalmente ritengo che il referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Ue avesse lo stesso scopo di quello indetto per la permanenza della Scozia all’interno del Regno Unito.

Ossia frustrare le istanze popolari con la finzione della democrazia.

Perché chi ha in mano il Potere (politico, mediatico, economico) è in grado: o di orientare il voto referendario, oppure, se non fosse sufficiente, di ricorrere ai volgari, ma sempre in voga, brogli elettorali.

Successivamente, così, il Primo Ministro potrà tranquillamente rivolgersi al popolo e dire: “Avete visto? Adesso però basta lamentarsi, vi ho dato in mano il più grande strumento di democrazia … vi siete espressi a mio favore, quindi … la partita è chiusa!”

Quello che è successo con la Scozia, appunto!

Ed in effetti, avete più sentito parlare della Scozia? Ma non solo! Non avete più sentito parlare neppure della Catalogna, delle Fiandre e men che mai della Padania … silenzio assoluto.

In pratica il messaggio che è passato dopo quel referendum è stato: se non sono riusciti a vincere gli indipendentisti scozzesi, figuratevi se possono farlo i catalani, i fiamminghi o i padani.

Ed ecco che, con una votazione farsa, è stato raggiunto in pieno lo scopo … zittiti tutti!!!

Ebbene, a mio parere, nella mente di Cameron, il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue aveva la stessa ratio!

Con le buone, o con le cattive, avrebbe vinto il “Remain”, ossia rimanere all’interno della Ue e l’esito referendario sarebbe risultato “esemplare”: ossia avrebbe frustrato qualsiasi velleità da parte di altri Stati che avessero avuto l’ardire di indire una consultazione popolare per decidere  se restare oppure uscire dall’Unione europea.

Quindi io non ho dato dell’imbecille a Cameron, magari del disonesto, ma non dell’imbecille!

Non tutti, però, la pensano come me, e c’è chi ha dato dell’imbecille a Cameron!

Chi?!?

Mario Monti!!!

Mario Monti ?!?

Sì! Proprio lui, Bilderberg, Commissione Trilaterale ecc. ecc..

Monti ha aspramente criticato Cameron, reo di aver “abusato della democrazia”. Ebbene, dato che non è nel mio costume estrapolare stralci di una dichiarazione per distorcerne il significato, vi riporto per intero quanto dichiarato da Mario Monti.

“Cameron? Ha abusato della democrazia. Il gioco di Cameron è tutto volto al mantenimento del potere. Non sono d’accordo con chi dice che questo referendum è una splendida forma di espressione democratica. Le dico di più: sono contento che la nostra Costituzione, quella vigente e quella che forse verrà, non prevede la consultazione popolare per la ratifica dei Trattati internazionali. […] Cameron non ha deciso di far scegliere gli inglesi il bene della UE, e nemmeno per gli interessi del Regno Unito, e aggiungerei nemmeno per quelli del Partito conservatore. È stata tutta una partita per levarsi d’impiccio il blocco euroscettico fra i Tory e rafforzare la leadership. Per questo ho parlato di abuso della democrazia. […] Le conseguenze del voto, indipendentemente dall’esito, sono pesanti per l’Unione stessa. Non dobbiamo illuderci; se anche il Regno Unito votasse per restare, ormai c’è un precedente. Cosa succederebbe se altri Stati decidessero di intraprendere un cammino simile a quello britannico? Un qualche Paese dell’Est o altri. Che si dice loro? Siete piccoli, non potete chiedere queste cose?”.

Come definire queste dichiarazioni?

Folli?

Assolutamente no!

Anzi le definirei … lucide!

Analizziamo in dettaglio quanto detto da Monti.

Egli usa il verbo “abusare” non nel senso di “usare in maniera eccessiva” bensì in quello di “usare in maniera impropria”, per cui a suo parere della democrazia se ne può fare un uso, ma non un abuso. Chiaro?

NO?!?

Ed allora per essere più esplicito Monti aggiunge: “Non sono d’accordo con chi dice che questo referendum è una splendida forma di espressione democratica.”

Chiaro così?

Non ancora!

Perché se si specifica che “questo referendum” non è una splendida forma di espressione democratica, si deve ritenere che altri lo siano, ed allora come capire quando un referendum è espressione democratica e quando no?

Ecco la risposta!

“Le dico di più: sono contento che la nostra Costituzione, quella vigente e quella che forse verrà, non prevede la consultazione popolare per la ratifica dei Trattati internazionali.”

Chiaro così?!?

Sì, adesso è chiarissimo.

Cioè per Monti, il popolo, magari potrà essere chiamato ad esprimersi su questioni che non interessano al Potere, ma sui Trattati internazionali … NO! Sono cose troppo importanti per farle decidere al “popolo”!!!

Ed egli lo esplicita ancor meglio quando dice: “Cameron non ha deciso di far scegliere gli inglesi il bene della UE, e nemmeno per gli interessi del Regno Unito, e aggiungerei nemmeno per quelli del Partito conservatore. È stata tutta una partita per levarsi d’impiccio il blocco euroscettico fra i Tory e rafforzare la leadership. Per questo ho parlato di abuso della democrazia.”

Stupendo! Davvero stupendo!

Monti qui esplicita chiaramente il proprio pensiero: in pratica sta dicendo “Non pensiate che io sia antidemocratico perché sono contrario alla consultazione popolare su tali questioni, sia ben chiaro che Cameron non indice un referendum perché è un democratico, al contrario, egli finge soltanto di utilizzare la democrazia, e lo fa esclusivamente per un proprio tornaconto personale” in questo senso va interpretata la frase “…  abuso della democrazia.”

Sig. Monti, il suo ragionamento non fa una grinza, ma allora perché critica ferocemente l’operato di Cameron se ritiene che il suo scopo fosse quello di “levarsi d’impiccio il blocco euroscettico fra i Tory”, anche a lei non piacciono gli euroscettici, giusto?

Ed anche in questo caso Monti è trasparente: egli infatti non prende nemmeno in considerazione l’ipotesi che al referendum possano prevalere gli euroscettici, sa benissimo che con le maniere buone, o con quelle cattive, Cameron indirizzerà il voto a suo favore, ma comunque gli dà dell’imbecille perché …

…  “Le conseguenze del voto, indipendentemente dall’esito, sono pesanti per l’Unione stessa. Non dobbiamo illuderci; se anche il Regno Unito votasse per restare, ormai c’è un precedente. Cosa succederebbe se altri Stati decidessero di intraprendere un cammino simile a quello britannico? Un qualche Paese dell’Est o altri. Che si dice loro? Siete piccoli, non potete chiedere queste cose?”.

Più che chiaro … limpido!!!

Secondo Monti, Cameron è un imbecille perché ha sottovalutato un aspetto fondamentale, e cioè che non devono essere sconfitti gli euroscettici, quelli sono perdenti per definizione, ciò che va sconfitto, anzi annullato, soppresso, abolito, è il concetto stesso di consultazione referendaria su temi talmente importanti da non poter essere sottoposti al giudizio popolare.

E molti di voi avranno notato come il tono usato da Monti nei confronti di Cameron non sia intimidatorio o minaccioso, ma lucido e razionale, proprio come deve fare un capo nei confronti di un subalterno indisciplinato.

Ma ora, cari lettori, sono certo che vi stupirò, e non poco.

Vi confesso infatti di ritenere che Mario Monti … abbia ragione.

ATTENZIONE! Sia ben chiaro, le mie posizioni sono antitetiche rispetto a quelle di Monti, sono e resterò per sempre il più accanito e fiero oppositore a quello che considero un folle progetto: ossia  l’Europa unita.

Dove concordo con Monti è sul fatto che non si può far decidere il popolo quando in gioco ci sono questioni vitali … per il popolo stesso, si corre infatti il rischio che il risultato della consultazione sia inficiato da una campagna subdola, falsa e strumentale, ma che non viene così percepita dalla maggioranza della popolazione.

Vi faccio solo un esempio, sapete che personalmente sono ferocemente contrario all’euro, e questa mia presa di posizione discende dalla granitica convinzione che quando Stati diversi utilizzano una stessa moneta i Paesi più forti diventano ancora più ricchi mentre quelli più deboli diventano ancora più poveri.

E’ sotto gli occhi di tutti che questo è l’effetto che ha avuto l’introduzione della moneta unica, la Germania si è ulteriormente arricchita mentre l’Italia si è ulteriormente impoverita, per non parlare della Grecia ridotta alla fame.

Ebbene il mio timore è che in una ipotetica campagna referendaria, a favore o contro l’euro, gli italiani, finirebbero per subire un’aggressione mediatica intimidatoria da parte del potere economico alla quale, probabilmente, un po’ per paura ed un po’ per mancanza di cultura in campo economico, finirebbero per cedere, firmando così la loro condanna.

Ebbene questo è un rischio che non possiamo correre. L’uscita dall’euro deve essere una decisione imposta da un Governo che ha a cuore il bene della propria popolazione.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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