Draghi dice: “L’Europa corre, ma avanti col Qe”, non è una contraddizione?

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Il Quantitative easing non è solo uno strumento “non convenzionale” di politica monetaria che serve ad iniettare liquidità nel sistema, ma è L’ULTIMA SPIAGGIA, l’opzione alla quale i banchieri centrali ricorrono quando tutte le altre misure non hanno ottenuto alcun risultato.

Insomma … l’arma della disperazione.

E se fallisce …

Non voglio spaventare nessuno, ma il fallimento delle operazioni di Quantitative easing in Germania, negli anni venti, viene oggi ritenuto il motivo più importante del successo elettorale che il partito nazista ebbe all’inizio degli anni trenta.

Quindi non si può bellamente dire che “L’Europa corre, ma avanti col Qe”,  perché il Qe è una droga che, come tutte le droghe, ha delle forti controindicazioni, ed assumerla per un periodo prolungato porta alla “dipendenza”.

Il timore, quindi è che dietro alle parole di Draghi ci sia una verità inconfessabile, ed ossia che l’abuso del Qe abbia dato sì un po’ di sollievo ad una situazione economica in grave difficoltà, ma contemporaneamente abbia creato una dipendenza dalla quale non sappiamo come uscirne.

Immaginate con i tassi a zero ed un Quantitative easing che ha già immesso nel sistema oltre 2.300 miliardi di euro cosa potrebbe accadere se scoppiasse una nuova crisi.

Come potremmo farvi fronte? Con misure di austerità?

Sembrerebbe l’unica via d’uscita, ma sarebbe un disastro per il tessuto sociale che si sfalderebbe, ed a quel punto, ovviamente, diventerebbe difficile mantenere l’ordine pubblico. Insomma vengono i brividi solo a pensarci.

Dobbiamo tuttavia “sprovincializzarci”, non è l’Italia il centro del mondo, anche se naturalmente noi la guardiamo con grande attenzione, occorre però avere una visione più globale, e come sempre, la nostra attenzione deve rivolgersi principalmente agli Stati Uniti.

Trump si “intesta” il boom che la Borsa americana ha avuto successivamente alla sua elezione, ma non dimentichiamo che Wall Street fra un paio di mesi “festeggerà” il nono anno di crescita continua, un fatto assolutamente anomalo. Non dimentichiamolo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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