Draghi: NON si può dare di più

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Innanzitutto i fatti: Draghi ha portato a zero i tassi, ha aumentato, cioè ha diminuito (beh, insomma, avete capito) il tasso sui depositi a -0,40%, ha portato l’ammontare mensile degli acquisti di titoli, il cosiddetto Quantitative easing, a 80 miliardi di euro estendendoli anche ai bond societari (ma non bancari) e, per concludere, da giugno sarà lanciato un nuovo pacchetto di Tltro ad un tasso che non sarà più quello ufficiale (0%), ma quello sui depositi (0,40%).

Ora ditemi voi, cosa si poteva fare/dare di più?

Personalmente ero certo, e l’ho scritto più volte, che Draghi avrebbe preso delle misure “importanti”, ritenevo che avrebbe ridotto il tasso sui depositi, aumentato l’ammontare del Qe, esteso gli acquisti anche ai bond societari.

Temevo tuttavia che tutto ciò fosse “scontato” dal mercato e che per questo avremmo potuto assistere a quel fenomeno che in finanza viene chiamato “vendite sulla notizia”. Infatti uno dei principali motti che viene costantemente ricordato sui mercati è: “buy the rumors, sell the news”, cioè “compra sulle voci, vendi sulle notizie”  e paventavo potesse accadere anche in questa occasione.

Vedendo la reazione delle Borse europee, che dopo l’iniziale entusiasmo avevano completamente invertito la tendenza finendo con forti ribassi, mi convincevo della fondatezza dei miei timori, però …

… però non si teneva conto di un fatto importantissimo e cioè che Draghi oltre alle misure che in una certa maniera io mi attendevo, si è spinto più in là, non solo ha azzerato i tassi, mossa questa più di immagine che di sostanza, visto che in precedenza erano comunque già azzerati di fatto (0,05%), ma soprattutto non mi aspettavo la mossa del Tltro.

E’ vero che questa decisione da parte della Bce non era prevedibile perché lo strumento del Tltro, in passato, non ha avuto quasi nessun effetto e quindi ritenevo fosse stato accantonato, ma questa volta la novità non è solo importante: è “fondamentale”, mi riferisco ovviamente al fatto che ora sarà legato al tasso sui depositi.

Ed allora si deve proprio concludere: cosa poteva fare/dare di più?

Nulla!

Per cui, paradossalmente, si potrebbe pensare che sia proprio questo “Nulla!” la motivazione che ha portato i mercati a reagire negativamente, ossia la consapevolezza che se anche queste misure si rivelassero inefficaci l’esito sarebbe uno solo: l’esplosione della zona euro!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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