Giorgetti e Salvini si sono bevuti il cervello

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

O c’è dietro una sottile strategia politica, ma talmente “sottile” da risultare praticamente invisibile … oppure, molto più probabilmente, Giorgetti e Salvini sono andati completamente fuori di testa!!!

Quando ho letto sulla rassegna stampa dei principali quotidiani italiani che Giorgetti avrebbe chiesto pubblicamente un “passo di lato a Berlusconi”, cioè un appoggio esterno, per far nascere un Governo Movimento 5 Stelle/Lega, ho pensato immediatamente che fosse la solita fake new della scandalosa stampa nazionale.

Ma quando ho sentito con le mie orecchie che invece tutto ciò era vero, ossia che Giorgetti caldeggiava una proposta di questo tipo, ho dovuto ricredermi, evidentemente l’improvviso innalzamento della temperatura di questa “estate anticipata” aveva colpito i pochi neuroni che ancora vagano solitari in quel cervello.

Non dobbiamo tuttavia dare sempre la colpa al “caldo”, certo può influire, ma soltanto sulle persone già deboli, come Giorgetti, appunto. Una persona che nella vita non ha fatto altro che … il parlamentare.

Sì perché ci vogliono far passare Giorgetti per un “uomo nuovo”, ma questo qua è da 22 (ventidue) anni che siede in Parlamento e con quest’ultima è arrivato alla bellezza di 6 (sei) legislature!!! Insomma, sembra abbastanza “attaccato” alla poltrona.

Ed allora la domanda che ci poniamo è: come mai ora se ne esce con questa proposta che definire strampalata è un eufemismo?

E’ del tutto evidente, infatti, che la coalizione di Centrodestra si è presentata alle elezioni con un programma comune, un programma che, di conseguenza, è già il risultato di una mediazione fra i tre partiti che la compongono.

Quale sarebbe quindi “la ratio” di andare al Governo, in posizione di subalternità rispetto al Movimento 5 Stelle, che, essendo egemone, imporrebbe l’approvazione di gran parte del proprio programma?

Un programma, quello dei Pentastellati che, più “confuso” non potrebbe essere, la loro posizione sull’euro, poi, è diventata totalmente ridicola.

Prima Di Maio diceva (10.01.2017) “Per me l’euro è una delle motivazioni per cui abbiamo perso il 25% di ricchezza nazionale, quindi non è più sostenibile, (in un ipotetico referendum ndr) io voterei comunque per un’uscita da questo euro”

Poi la sua posizione non è solo diventata più morbida … si è totalmente ribaltata. Se infatti l’ultima dichiarazione è “quella che vale” ecco cosa ha detto Di Maio ieri (08.05.2018) ad una precisa domanda sulla moneta unica formulata dal giornalista Giovanni Floris:

“Guardi, prima di tutto le voglio dire, sull’Europa e sull’euro, la linea che ho portato avanti in tutta la campagna, anche perché noi volevamo e vogliamo andare al Governo per cambiare da dentro l’Unione europea e l’Unione monetaria è quella di restare nell’Unione europea e nell’Unione monetaria”.

Ebbene a questo punto viene naturale chiedersi cosa può avere a che fare la Lega con un Movimento il cui Capo politico fa una simile affermazione.

Sappiamo tutti infatti che chi difende l’euro: o è un idiota, oppure è in malafede!!!

Ed allora Giorgetti come può voler un Governo col M5S se, tornando al voto nei prossimi mesi, l’intero Centrodestra, con la Lega egemone, potrebbe realmente aspirare a superare la quota del 40% potendo così governare per l’intera legislatura e realizzare il programma già concordato?

L’unica risposta che riesco a darmi è che un Centrodestra che superasse la quota del 40% alle prossime elezioni, e che potrebbe così Governare da solo, avrebbe come naturale Presidente del Consiglio Matteo Salvini, visto che sarebbe stato il candidato Premier riportato anche sulla scheda elettorale.

Mentre ora, prima Salvini, e successivamente Di Maio, avevano dato la loro disponibilità a “farsi da parte”, quindi si aprivano delle opportunità per occupare prestigiose cariche, del tutto insperate alla vigilia, anche ad un inetto come Giorgetti.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro    

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