Immigrazione in Italia: questa la verità!

Giancarlo Marcotti 6 Commenti

Immigrati: problema senza fine e contesto che tende a deteriorarsi, tanto per usare un eufemismo. Nella realtà la situazione è da tempo fuori controllo e le colpe dell’Italia sono evidenti. Noi ci lamentiamo per esser stati lasciati soli dall’Europa, ma i nostri media non ci dicono che tutto ciò accade principalmente “per colpa nostra”.

Gli accordi prevedono che sia il Paese dell’Unione europea presso il quale il migrante approda a dover procedere alla sua identificazione ed espletare le pratiche per la richiesta di asilo. Soltanto successivamente al riconoscimento dello status di rifugiato o profugo si può così pretendere la redistribuzione di queste persone verso gli altri Stati membri.

Certo l’Italia ha comunque una incombenza non da poco, ma per questo è “risarcita” dall’Unione europea, non possiamo tuttavia pretendere che gli altri accettino di “ospitare” persone che non hanno lo status di “profugo o di rifugiato”.

Finché le nostre frontiere con gli altri Stati, Francia e Austria in primis, erano aperte, noi risolvevamo il problema “all’italiana”, ossia prestavamo le prime cure e fornivamo un supporto di prima accoglienza a coloro che sbarcavano sulle nostre coste, poi li “sbolognavamo” agli altri Paesi europei, anche perché questo era il desiderio di queste persone, mica avevano fatto tutto quel viaggio per finire schiavi nelle campagne del nostro Mezzogiorno!!! Poveri sì, ma stupidi no!

Quando Francia, Austria ed in misura minore Slovenia (la Svizzera fin dal primo momento non faceva passare clandestini) hanno chiuso le loro frontiere ecco che da noi il problema è esploso fino a diventare di fatto ingestibile per un Paese totalmente allo sbando come l’Italia.

I “buonisti” han fatto di tutto per farci credere che con un po’ di organizzazione si sarebbe potuto gestire questo flusso migratorio, in particolare ripetendo fino alla noia il refrain dell’accoglienza “diffusa”.

È chiaro che redistribuire sull’intero nostro territorio questi migranti fa sì che si riduca il rischio di pericolose concentrazioni, ma anche tralasciando gli enormi problemi logistici, la domanda alla quale nessun nostro governante ha ancora risposto è: quanti migranti è in grado di accogliere l’Italia?

Se ci dessero una risposta, ossia un numero, perlomeno potremmo organizzarci in tal senso, ma finché continuiamo giornalmente a registrare flussi in entrata e nessuna espulsione, la situazione non può che deteriorarsi.

Per quanto grande sia un recipiente se continuiamo a versargli acqua prima o poi traboccherà!

Hanno il loro bel daffare i media di regime nel raccontare la storiella che non c’è alcuna emergenza, gli italiani hanno gli occhi per vedere, insomma ognuno di noi sa quale sia la vera situazione e quali siano i potenziali rischi se non si interviene in fretta e con misure drastiche.

Negli ultimi giorni, poi, abbiamo assistito all’ennesima “storiella” che naturalmente viene usata strumentalmente dai media governativi, per indorare la pillola.

Ci sarebbe una città in Italia nella quale l’accoglienza dei migranti  è quasi idilliaca, tutto funziona a meraviglia, la perfetta integrazione è la norma e tutti vivono felici e contenti, vi domanderete: dove si trova quest’Eden?

A Belluno

Di questo virtuosissimo esempio ne ha parlato anche la celeberrima Al Jazeera che ha dedicato un servizio in cui si tessevano le lodi della città veneta per la perfetta organizzazione e la generosa accoglienza.

Tutta questa pubblicità ha portato così agli onori della cronaca il Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, la cui storia è perlomeno curiosa.

Cresciuto politicamente nel PDS e quindi nell’Ulivo, Massaro nel 2012 è uscito dal Partito Democratico dopo che la sezione locale del partito si era rifiutata di fare le primarie candidando direttamente Claudia Bettiol.

Massaro si presenta così alle elezioni del Sindaco in una Lista civica da lui fondata denominata, udite, udite … InMovimento!!! Ed InMovimento ha un incredibile successo diventando la prima forza politica nel Consiglio Comunale.

Avete capito?

Macron NON HA INVENTATO NULLA!!!

Si è limitato solo a copiare tutto, ma proprio tutto, anche il nome della compagine politica, fondata da Jacopo Massaro.

Massaro, poi, pochi giorni fa, è stato riconfermato alla carica di primo cittadino battendo al ballottaggio Paolo Gamba, anche lui esponente di liste civiche.

Ma torniamo ai migranti, la pubblicità derivante dal servizio di Al Jazeera, come detto, porta alla ribalta il sindaco Massaro che viene così ospitato anche dalle nostre televisioni nazionali. Il primo cittadino di Belluno ha così modo di magnificare quanto fatto dalla sua giunta a favore di questi richiedenti asilo.

Ci viene detto che queste persone non sono accolte in grandi strutture, ma vivono in gruppi di 4/6 persone in appartamenti affittati all’interno di “normali” condomini.

A loro non viene fornito il pasto tramite i soliti catering, ma gli vengono dati i soldi per “fare la spesa” proprio come gli italiani e cucinano pranzi e cene proprio come noi italiani.

Naturalmente gli viene insegnata la nostra lingua e le nostre tradizioni, e buona parte di loro presta “volontariamente” servizi alla collettività in maniera assolutamente gratuita, ma, specifica sempre il Sindaco, senza togliere posti di lavoro alla popolazione locale (la solita manfrina sui lavori che gli italiani, scansafatiche e tracotanti, non vogliono fare).

Insomma, ribadisco, un paradiso.

Ma …

… ma malauguratamente alla giornalista della tv nazionale che stava magnificando il Sindaco e tutta questa situazione idilliaca, “scappa” una domanda che non doveva fare:

“Signor Sindaco, quanti migranti accogliete a Belluno?”

Improvvisamente Massaro va in panico, è in evidente imbarazzo e prima di rispondere comincia a precisare che Belluno è una città piccola, e quindi tutto deve essere valutato in proporzione, che loro non sono Milano … ecc. ecc. … ma poi deve dire questo numero e quindi dice “100 persone”, ma, precisa, “c‘è stato un momento in cui erano anche 120”.

Ebbene la matematica, purtroppo, non è un’opinione, basta andare a vedere su Wikipedia il numero di abitanti di Belluno e si scopre che al 31 dicembre del 2016 erano 35.876, quindi 100 persone accolte significa lo 0,3% della popolazione!!!

Mi scusi sa, Signor Sindaco, ma qualsiasi amministrazione comunale non avrebbe problemi ad ospitare un numero di migranti pari allo 0,3% della propria popolazione.

Non solo, ma facendo altri semplicissimi calcoli possiamo fare altre considerazioni. Visto che lo Stato italiano destina più 1.000 euro al mese per ogni migrante (35 euro x 30 giorni = 1.050 euro al mese) ovviamente esentasse, ciò significa che se in un appartamento vivono dai 4 ai 6 migranti essi possono disporre di un reddito NETTO di 4.000/6.000 euro!!! Cose che gli italiani si sognano.

Un reddito sufficiente non solo a pagarsi l’affitto della casa, ma anche tutte le spese, acqua luce gas e spese condominiali, visto che tutto ciò vien già fatto da tutte le famiglie italiane che dispongono di un reddito medio di 2.000 euro mensili.

Certo lei dirà, ma qui a Belluno i migranti stanno bene, mentre in altre parti d’Italia sono trattati da bestie.

E’ VERO! E anch’io mi complimento con lei …

… ma ciò ci porta soltanto a concludere di quanta verità ci fosse nelle parole intercettate nella conversazione telefonica del sig. Buzzi: “Con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga!”

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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  • MarioCarossi

    35 euro al giorno per persona (vitto e alloggio) non sono molti, i costi al giorno a persona per una comunità per tossicodipendenza variano dai 50€ delle generaliste ai 170€ delle specialiste per dire, il costo in carcere di una persona è di circa 150/160€ al giorno, e si tratta di strutture che se vanno in pareggio è un miracolo (le prime si reggono perchè possono contare sulle donazioni); Del resto 35€ al giorno è il costo del solo alloggio in un hotel a una stella o in un ostello per cui ben vengano le idee di Belluno che riescono a gestire con creatività, umanità e risparmio quei 35 € puntando sugli stessi ospiti e sulla attivazione delle loro capacità di autogestione.

    • Il valore del reddito è proporzionale alla fatica fatta per guadagnarla: 800 euro al mese sono pochi ma se per averli devo fare un cazzo da mattina a sera diventano molti.
      3000 (direttore supermercato con 50-100 dipendenti) sono abbastanza ma dovendo lavorare 14 ore al dì suonano abbastanza ridotti.
      Reddito di cittadinanza per tutti (recuperando 1/5 o 1/6 dell’evasione fiscale) e si risolve qualunque disputa.

      • MarioCarossi

        I 35€/gg non sono un reddito per la persona, sono quanto viene stanziato per ospitarla/sfamarla e gestirla… Poi una parte di questi vengono anche dati alla persona, quanto è variabile e deciso da chi ospita, a Belluno hanno optato intelligentemente per una quota maggiore a fronte di maggior autogestione.
        Se il direttore del supermercato sente come frustrante uno stipendio di 3.000€ al mese potrebbe sempre scegliere di scambiare il suo posto con quello di un responsabile di una ctà per tossicodipendenti per esempio, li ne prenderebbe meno della metà e lavorerebbe sempre 14 ore al giorno però lasciando le altre 10 di reperibilità…

        • Evidentemente non mi sono spiegato bene perchè trovo codeste obiezioni incongruenti.
          Pazienza.

          • MarioCarossi

            Evidentemete si: nel mio post dicevo che la cifra indicata non va confusa con “uno stipendio” ai migranti, sono soldi calcolati per le spese di accoglienza e da questo punto di vista sono pure pochi, Tu rispondi scrivendo che “il reddito è proporzionale alla fatica fatta per guadagnarla”… che c’azzecca (direbbe Di Pietro)? Lo scrivi perchè non hai capito che la mia puntualizzazione era proprio per dire che non doveva essere considerato/trattato come un reddito perchè non lo era (i soldi non vanno ai migranti), o perchè non eri daccordo con la precisazione (in questo caso però avresti dovuto dire il perchè)?
            Poi fai l’esempio del direttore di un supermercato a sostenere il tuo argomento sul giusto rapporto contributo/lavoro… anche qui che ci azzecca? Se nello scrivere “ma se per averli devo fare un cazzo da mattina a sera diventano molti” ti riferisci ai migranti, allora confermi di non aver capito che il contributo statale non è un reddito x loro, se invece è una rivendicazione di “fatica” Ti faccio notare che il suddetto direttore di supermercato è molto lontano dal potersi lamentare come “categoria ultrasvantaggiata nel rapporto reddito/lavoro, molti altri stanno decisamente peggio di lui (però è un argomento OT).
            Infine chiudi con la magica soluzione grilloide del reddito di cittadinanza per tutti, come potrebbe risolvere la questione migranti? Lo daresti anche ai migranti? Oppure era un’altra considerazione libera dal contesto?
            Infine trovi le mie obiezioni incongruenti… probabilmente lo sono perchè cercano di seguire le Tue che io trovo un po’ surreali…

      • Mario Botta

        Reddito di cittadinanza non risolve qualunque disputa perchè io non sono affatto d’accordo: chi va più a lavorare tra i pigri e oziosi? in Italia se ne contano a milioni e milioni di scansafatiche. Quindi reddito di cittadinanza zero.

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