Italia ultima in Europa … e andrà sempre peggio

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Molti economisti hanno sottolineato che non debba essere utilizzato soltanto il Pil come indicatore per valutare la crescita economica di un Paese. E’ vero! Tuttavia finché non se ne trova uno migliore …

Detto ciò, sono invece in pochissimi ad evidenziare un fatto ovvio e banale, ed ossia che qualsiasi valutazione sull’operato di una persona, o più in generale di una istituzione, non deve dipendere semplicemente dal risultato ottenuto in valore assoluto, ma esso va messo in relazione al contesto nel quale si è operato.

Facciamo un semplice esempio per rendere chiaro il concetto.

Se dovessimo dare un giudizio sulla preparazione di uno studente in una certa materia sapendo soltanto che egli ha avuto 6 in pagella, probabilmente diremmo che … è sufficiente, si insomma, senza infamia e senza lode. Il nostro giudizio cambierebbe totalmente se venissimo invece a conoscenza che tutti gli altri suoi compagni di classe hanno avuto 4 in pagella perché la professoressa in questione è particolarmente severa, oppure, al contrario, qualora tutti gli altri avessero avuto 8 in pagella perché la professoressa in questione è particolarmente indulgente e larga di manica. Ovviamente nel primo caso quella sufficienza avrebbe la valenza di un eccellente risultato mentre nel secondo caso sarebbe un risultato più che deludente.

A me pare un concetto elementare se non addirittura banale, non deve essere così per il nostro ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

L’attuale segretario del Pd, infatti continua in maniera ossessiva e compulsiva a magnificare i risultati raggiunti nei suoi tre anni di Governo, ma la realtà dei fatti dice l’esatto contrario. Quindi dico: vabbé essere bugiardi, ma a tutto c’è un limite!

Negli anni del Governo Renzi, e del suo clone Governo Gentiloni, nella classifica della crescita economica fra i Paesi dell’Unione europea il nostro Paese, l’Italia, è passato dal terz’ultimo posto (facevano peggio di noi Cipro e la Grecia) … all’ultimo posto!

E le previsioni per i prossimi anni sono ancora più fosche!!!

Mi chiederete: come si può peggiorare se siamo già in ultima posizione?

Semplicemente perché saremo sempre più staccati! Anche i penultimi ci surclasseranno!!!

Lo dico io?

No! Lo dice la Commissione europea!

Nell’annuale conferenza stampa, infatti, la Commissione europea, come di consueto, ha reso noto le previsioni di crescita economica per i 27 Paesi che compongono l’Unione europea, nel prossimo triennio.

I dati, a dir poco sconfortanti, sono riassunti nella tabella che sotto riportiamo.

 

Come vedete chiuderemo il 2017 in ultima posizione, ma la penultima, la Francia, ci supererà soltanto per uno 0,1%. L’anno in corso vedrà sempre il nostro Paese in ultima posizione, ma i penultimi (ancora i francesi) termineranno l’anno con una crescita dello 0,4% superiore alla nostra. Ed il 2019 non solo ci vedrà sempre ultimi, ma il distacco dai penultimi (sempre i francesi) aumenterà ancora arrivando allo 0,6%.

Altro che dati sconfortanti, per la nostra Italia sarà una vera debacle.

E cosa accadrà alla fine del 2019?

Draghi lascerà la presidenza della Banca Centrale europea, ed in quel momento non oso pensare quel che potrà accadere.

E’ chiaro che queste sono previsioni formulate sulla base delle condizioni attuali della nostra economia, quindi è del tutto evidente che … serve una scossa … ma forte!

Questi dati, tuttavia, sono una sorpresa solo per coloro che non hanno alcuna nozione di economia. Era del tutto evidente, infatti, che le “ricette” che ci ha imposto l’Europa a partire dal Governo Monti avrebbero massacrato il nostro tessuto sociale ed imprenditoriale. La devastazione della spina dorsale della nostra economia, ossia la piccola e media impresa, ha portato addirittura al fallimento di alcune Banche, un segnale angosciante per coloro che hanno studiato la storia anche senza aver fatto scuole superiori.

Il Quantitative easing ci ha permesso di arrivare al punto nel quale ci troviamo ora, altrimenti l’Italia sarebbe già “saltata”.

Ma il Quantitative easing sta per terminare e dopo che anche in Germania si è trovato una soluzione per il Governo, ormai rimangono solo le elezioni in Italia, poi … ci chiederanno sacrifici … enormi sacrifici … ed a quel punto gli italiani dovranno avere il coraggio di spezzare le catene che ci tengono legati all’Europa prima che sia l’Europa a fagocitare tutti i nostri risparmi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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