La Merkel angosciata dalle elezioni in Baviera

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

La CSU, i cristiano sociali bavaresi, storici alleati della CDU, i cristiano democratici, ossia il partito della Merkel, sono ai ferri corti. Alle prossime elezioni regionali che si terranno nella Baviera si prospetta un vero e proprio crollo per la CSU ed il motivo è sostanzialmente uno solo: il problema immigrazione.

Seehofer, attuale Ministro degli interni e negli ultimi dieci anni a capo della CSU, sta facendo di tutto per frenare l’emorragia di voti che, almeno stando ai sondaggi, si prospetta alle imminenti elezioni che si terranno il prossimo 14 ottobre.

Al momento la CSU viene accreditata di un misero 33%. Misero? Certo! Perché si tratterebbe del suo minimo storico. La CSU è ininterrottamente al governo della Baviera dal 1954, alle scorse elezioni ha ottenuto quasi il 48% dei voti e nella sua storia non è mai scesa sotto il 40%, arrivando in alcuni periodi addirittura ad avere il 62% dei consensi!

Seehofer dà la colpa di questa presumibile disfatta alle politiche di accoglimento della Merkel, e quest’ultima, in chiaro stato confusionale, ha preso alcuni provvedimenti molto controversi, espellendo in particolare immigrati afgani.

Liberiamoci subito da un possibile equivoco, non è che l’Italia debba adottare politiche di respingimento e la Germania no, ma attualmente le due economie si trovano in situazioni totalmente opposte, il tasso di disoccupazione in Germania si trova sui minimi storici mentre da noi è tutt’ora a doppia cifra.

Negli anni novanta in Italia sono arrivate forti ondate migratorie, ma le abbiamo assorbite bene perché essendo usciti dallo SME (Sistema Monetario Europeo), l’antesignano dell’euro, e quindi tornati a far fluttuare la nostra moneta, per noi si era aperto un periodo di prosperità economica. Benedetti quindi quei migranti economici (in arrivo in particolare dall’Europa dell’est) che innegabilmente hanno contribuito allo sviluppo del nostro Paese.

Oggi ci troviamo invece in una situazione economica completamente diversa ed anche un solo migrante … è di troppo. Ovviamente la nostra interminabile crisi ha un unico responsabile e si chiama euro. Come ebbi modo di dire, per noi uscire dallo SME per entrare nell’euro è stato come uscire da una prigione per entrare in un lager.

Ebbene per la Germania oggi i migranti non sono un problema dal punto di vista economico, ma forse i governanti tedeschi hanno sottovalutato il problema “sociale”.

Passeggiando oggi nella zona pedonale di Monaco di Baviera non si incontra nessuno che vesta col tradizionale costume bavarese, in compenso sono numerosissime le donne arabe col niqab, ossia il velo integrale islamico, sì insomma quella palandrana nera dalla quale si possono scorgere solo gli occhi della poveretta costretta ad indossarla.

L’integrazione è una bella parola, ma quando per metterla in pratica, e quindi per uniformarsi agli standard sociali del Paese di approdo, occorre fare un “salto in avanti” di centinaia d’anni … beh … è molto probabile che l’integrazione rimanga solo … una bella parola.

Ed ecco quindi che lo “scontro” culturale provoca problemi a livello sociale, che la Germania ha probabilmente sottovalutato ed ora i politici, visto che rischiano di perdere le loro poltrone, cercano di correre ai ripari in tutta fretta, forse, però, è tardi, ed anche per la Merkel sembra arrivato il momento di uscire di scena.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro  

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