La magnanimità

Giancarlo Marcotti 14 Commenti

Due naufraghi si ritrovarono su un’isola deserta. Il loro unico sostentamento era il mare, ricco di pesci.
Ogni giorno, quindi, i due per procurarsi pranzo e cena si mettevano vicini e pescavano .
Un giorno, casualmente, uno dei due fece una pesca  abbondantissima mentre l’altro pescò solo qualche pesce che non sarebbe sicuramente bastato a sfamarlo.
Il primo allora decise di dividere i propri pesci con l’altro naufrago proprio perché entrambi potessero avere una  cena dignitosa.
La cosa, però, si ripeté sempre più frequentemente, finché divenne una consuetudine.
E così il  secondo naufrago non ritenne più necessario mettersi a pescare, tanto, per la magnanimità del primo, egli avrebbe avuto comunque un pasto assicurato.
Pian piano il primo naufrago cominciò ad infastidirsi per la situazione che si era venuta a creare e, stanco di vedere l’altro non far nulla, smise di pescare una volta raggiunta la quantità di pesce sufficiente al suo solo sostentamento.
Ma la storia non finisce qui!
Dato che per tanto tempo il secondo naufrago era sopravvissuto mangiando il pesce pescato dal primo, poco alla volta si era radicata in lui la convinzione che quella fosse la normalità, anzi, ormai era convinto  che sostentarsi con il pesce pescato dall’altro fosse un suo diritto inalienabile.
Più il tempo passava più la convivenza diventava difficile e pericolosa.
Infatti, quando il secondo non ricevette più il pesce pescato dal primo cominciò ad avere fame, ma proprio perché era passato così tanto tempo dall’inizio della storia, egli non ricordava più come si faceva a pescare, per cui … cercò di rubare il pesce del primo, che ovviamente difese il suo pescato con le unghie e con i denti.
A quel punto non c’erano più margini per ricomporre la frattura, e fra i due scoppiò una vera e propria guerra.
E non importa chi  la vinse… tanto in una guerra ci sono sempre e solo sconfitti.
Cosa si poteva fare perché tutto ciò non accadesse?
Il primo naufrago avrebbe dovuto insegnare all’altro come ottenere i suoi stessi risultati. La bontà non sempre premia e  regalare  ogni giorno parte dei suoi pesci non era stata certo la strategia vincente.
Anche questa storia, come spesso accade, ha una morale, e cioè che la magnanimità, a lungo andare, paradossalmente, può far nascere una guerra.
  • Roberto Domenichini

    Ciao Gian
    Molto bella e affascinante. Mentre leggevo pensavo che il finale fosse diverso anche perchè si presta, forse, a diverse interpretazioni.
    pensa che Adam Smith, forse a conferma di quello che dici, teorizzò l’opposto: grazie “all’egoismo” il mercato raggiunge l’equilibrio.

    I miei studi di economia si sono concentrati a comprendere quale dovrebbe essere il modello economico che minimizza i costi, economici e sociali, tenuto conto, e ripetoi tunuto conto, della natura umana.

    La mia risposta, almeno per ora, dopo anni di studio e di ricerca è la seguente: la presenza dello stato nell’economia è deleteria. All’inizio del 900 la spesa pubblica pesava per il 10% sul totale del PIL. Oggi siamo al 60%. Se arriviamo all’80% finalmente scopriremo che se il privato non lavora e non produce ricchezza i soldi non li possono stampare.

    In italia per ogni lavoratore che produce ne esiste uno, come dice Marcotti nell’articolo, che pretende la metà, e anche di più senza alzare dito, ovvero “lavorare” nel settore pubblico.

    Buona serata e complimenti Gian

  • Mario Ghiringhelli

    Ma Giancarlo, questa tua specie di parifrasi per caso vuole denunciare come si creano i parassiti e con prepotenza poi pretendono, sia pubblici che privati ovviamente?
    Non credo che tu sia così malizioso ; - )

  • Giancarlo Marcotti – Finanza In Chiaro

    Grandissimo Roberto!

    Ogni commento che arriva da Domenichini è una perla, la sua cultura economica è vastissima, ma Roberto è più che un grande economista, è un grande innovatore (ed allora non basta la cultura, ma ci vuole l’intelligenza) egli aggiunge sempre qualcosa per far riflettere i suoi interlocutori.

    Premesso questo vorrei dire non solo a Roberto e Mario, ma a tutti i miei lettori cosa mi ha spinto a pubblicare questo scritto (che a me piace definire “fiaba”), il messaggio che mi premeva “passare” era che quasi sempre le guerre non si combattono perché c’è un buono ed un cattivo, ma perché certe situazioni “inefficienti”, anziché essere corrette vengono ignorate, ed allora, col tempo, si “cementificano” arrivando al punto di perdere, almeno agli occhi di alcuni, il loro connotato di negatività per fargli assumere invece quello della normalità.

    Come sappiamo dagli studi di diritto, infatti, “La consuetudine fa legge”.

    Attenzione però perché ad un certo punto non basterà più dire, come fece il mugnaio al re di Prussia, “Ci sarà pure un giudice a Berlino!” perché quando c’è di mezzo la fame, chi sta a guardare ai giudici?

  • Mario Ghiringhelli

    Giancarlo,hai ragione anche perche’ a noi mugnai il giudice fa perdere il 98% delle cause.

  • Claudio

    Chi lavora nel settore pubblico non alza un dito? Chi dice o avalla questo forse è ancora sotto l’effetto delle bevute delle feste. E chi sarebbero i magnanimi? Mica gli imprenditori che evadono le tasse, in prima fila Lombardia e Veneto, che fanno salire l’Italia al primo posto per evasione fiscale in Europa?

  • Davide

    Senza Lombardia e Veneto l’Italia sarebbe a livello dell’Uganda.

  • samuel

    Senza i soldi che arrivano da Lombardia e Veneto il sud sarebbe alla fame e costretto alle ondate migratorie come quelle di inizio ‘900.

  • Mario Ghiringhelli

    Ragazzi lo sapete che a Gallarate il 98% dei proprietari ha pagato l’IMU?
    Ma non ditelo a nessuno che tutti gli abitanti di Gallarate sono dipendenti pubblici ; - )
    Porci sciuri.

  • Claudio

    Ah Mario, a Gallarate scoperta maxi evasione fiscale da 23 milioni di euro per 11 imprenditori. Corriere delle Sera 2.7.12.

  • Mario Ghiringhelli

    Mi sembrava strano che un elettore di sinistra si sorprendesse del dato relativo al 98% di proprietari Gallaratesi che pagano l’IMU, circa 20.000 persone, invece questo perde tempo per tentare di smentire l’impossibile: che la stragrande maggioranza di cittadini di una cittadina lombarda paga le tasse.
    Come potrei essere nella compagine degli elettori di chi ha un tale modo di fare?

  • Claudio

    Mario sveglia, l’IMU è pagata in percentuali bulgare in tutta Italia; difficile nascondere case e terreni.

  • Mario

    visto che è così informato, per non farmi perdere tempo, dica quanti la pagano da Roma in giù e la media italiana.

  • Claudio

    Mario, guardiamo Berlusconi da Santoro.

  • Mario

    Claudio, l’ho guardato tutto.

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