L’umiliante fine politica di Matteo Renzi

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

A Matteo Renzi si sta sgretolando la terra sotto i piedi. Uscito umiliato dalle urne, l’ex Presidente del Consiglio, ora si trova assediato.

Dai nemici?

Macché!

Dagli ex-amici.

E’ infatti Repubblica, assieme a La Verità, a pubblicare la notizia che mamma e papà Renzi sono indagati dalla Procura di Firenze per fatture false. L’ennesima “storiaccia” che riguarda una famiglia i cui affari si sono sempre dimostrati, per usare un eufemismo, poco chiari.

Fra le innumerevoli società fondate o dirette dai coniugi Renzi/Bovoli non ce n’è una che sia finita bene, insomma sembra proprio che i genitori dell’ex-premier con gli affari non ci sappiano fare. Matteo deve averlo capito da tempo, per cui … fin dalla tenera età … si è buttato in politica.

La vicenda che vede implicati i coniugi Renzi non è neppure molto grave, dopotutto si tratta “solo” di fatture false per 140.000 euro, una bazzecola. In fondo, se anche fosse vero, ci troveremmo di fronte (è sempre bene usare il condizionale) ad un ordinario caso di evasione fiscale, per quello infatti si fanno fatture false o gonfiate.

Ed allora?!? In Italia si evadono imposte per centinaia di miliardi cosa volete che siano 140.000 euro.

Suonerebbe strano, tuttavia, che proprio i genitori di colui che ha guidato il Governo per tre anni, vantandosi di aver ridotto la pressione fiscale e di aver combattuto più di ogni altro la piaga dell’evasione, ricorressero a questi mezzucci da provinciali.

In breve, i magistrati fiorentini sono arrivati ai coniugi Renzi indagando su un personaggio molto chiacchierato, tal Luigi Dagostino, imprenditore (ma alcuni giornali preferiscono l’appellativo di “faccendiere”) pugliese, i cui affari (outlet commerciali), però, si concentrano in Toscana.

Ma lasciamo in second’ordine questi affarucoli di infimo ordine per sottolineare invece l’aspetto della vicenda che riteniamo decisamente più importante, ed ossia la definitiva fine politica di Matteo Renzi. Isolato e abbandonato da tutti, l’ex Premier vede amaramente materializzarsi quanto egli aveva esattamente preconizzato.

Lo aveva detto e ripetuto più volte, se avesse perduto il referendum egli non avrebbe lasciato solo la poltrona di Primo Ministro, ma avrebbe chiuso definitivamente con la politica, sarebbe “tornato a casa”.

Bravo Matteo, torna a casa, ora i tuoi genitori hanno bisogno di te.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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