L’Unione europea si sta disgregando

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Forse non serve neppure che io ricordi a tutti i miei lettori che ritengo una aberrazione economica, anzi forse una vera e propria follia, soltanto l’idea di una moneta unica, la cui adozione da parte di Stati diversi, con regimi fiscali differenti non può portare ad altre conseguenze dell’avvantaggiare le economie più forti a scapito di quelle più deboli.

Nessuno mette in dubbio questo assunto, nemmeno coloro che istituirono l’euro!

Al punto che quando i Paesi europei presero la decisione di adottare una moneta unica stabilirono anche che l’entrata in vigore della stessa sarebbe stata possibile solo dopo diversi anni, questo periodo di tempo sarebbe servito agli Stati aderenti per intraprendere quelle politiche monetarie e fiscali che avrebbero portato alla famosa “convergenza”.

Ed infatti dei “trattati di Maastrich” ciò che tutti ricordiamo erano i famosi “parametri”, il rispetto dei quali aveva lo scopo di uniformare le economie dei diversi Paesi.

Purtroppo, però, tutto ciò non è avvenuto e forse non sarebbe proprio potuto accadere visto che “la convergenza” non è altro che una vera e propria utopia.

Come avremmo potuto trasformare in meno di dieci anni Salonicco in Francoforte, Malaga in Rotterdam o Napoli in Goteborg? Non è solo questione di latitudine.

Ed allora si permise all’Italia prima ed alla Grecia poi di aderire all’euro pur in assenza del rispetto dei vincoli imposti da Maastrich.

Ma oggi, a distanza di 24 anni dalla firma di quei trattati, le cose sono migliorate?

Macché!!!

Enormemente peggiorate!!!

Certo dal 2007 abbiamo avuto a che fare con la più grave crisi economico/finanziaria che il mondo abbia dovuto affrontare a memoria d’uomo, ma all’entrata in vigore dell’euro soltanto l’Italia e la Grecia non avevano i conti in ordine, mentre oggi non c’è un solo Stato, fra quelli che hanno adottato la moneta unica, che rispetti i parametri di Maastrich.

Ed allora, cari lettori, cosa altro deve accadere perché si riconosca che l’adozione dell’euro è stato un completo fallimento oltre che un errore gigantesco? Quale prova maggiore di quella che ho appena portato?

Come si fa a non riconoscere come un fallimento totale una associazione nella quale non c’è un solo membro che rispetti le norme statutarie?

Visto che la situazione, con l’andare del tempo, si è costantemente deteriorata, non resta che un solo epilogo: la disgregazione progressiva dell’Unione europea e dell’euro!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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