Oettinger, emblema di un’Europa in disfacimento

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Günther Oettinger, il tedesco, Commissario europeo al bilancio ed alle risorse umane, ha la mente completamente ottenebrata dalle continue batoste che il suo partito di appartenenza, la CDU di Angela Merkel, continua a prendere, ormai da anni, ad ogni tornata elettorale (e tra una decina di giorni toccherà all’Assia dargli l’ennesima legnata).

Forse però è sempre stato uno squilibrato (per questo la Merkel ha preferito toglierselo dalle scatole e spedirlo a Bruxelles), ricordiamo infatti che si tratta dello stesso Oettinger che nel 2011 arrivò a sostenere che la Grecia avrebbe dovuto essere totalmente commissariata, cioè i funzionari pubblici greci avrebbero dovuto lasciare il loro posto a personale straniero.

Qualcuno gli aveva ricordato all’epoca che una cosa del genere era accaduta una settantina di anni prima, ma era meglio non ripetere quell’esperienza perché alla fine fu il suo Paese ad uscirne distrutto.

Probabilmente sa che si sta avvicinando la sua “fine politica”, ma nonostante la lunga militanza politica non ha ancora capito che la protervia e l’arroganza non pagano, soprattutto se sono accompagnate dalla stupidità.

Ebbene sì, Herr Oettinger, dire che l’Ue rigetterà il bilancio italiano è da stupidi, la decisione infatti spetta alla “Commissione” che non si è ancora riunita.

Ma precisare successivamente che la sua è una opinione personale … è ancora più da idioti!!!

Perché se per caso la “Commissione” dovesse confermare la bocciatura i membri della stessa farebbero la figura dei fantocci, ossia di coloro che sono lì solo per ratificare quanto già deciso dal suo Presidente, mentre se la “Commissione” dovesse prendere una decisione contraria alla sua, evidentemente, se avesse un minimo di dignità (cosa della quale dubitiamo), dovrebbe essere lei a dare le dimissioni.

Insomma non riesco a capire come ci siano ancora italiani che difendano questa Europa fatta da burocrati non solo inetti ed incapaci, ma anche prepotenti.

Spero proprio che gli italiani, e gli europei in generale, il prossimo 26 maggio esprimano chiaramente, con il voto democratico, che non ne possono più di questa Europa, e che è arrivato il momento di mandare a casa una classe dirigente che ha inflitto sofferenze indicibili ai popoli europei.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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