Pd: il mercato delle vacche

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Riporto fedelmente dalla Treccani. Mercato delle vacche: Frequente, nel linguaggio giornalistico e polit., l’espressione mercato delle vacche (corrispondente al ted. Kuhhandel) per indicare patteggiamenti, assegnazioni di cariche e scambî di favori illegittimi o comunque poco corretti tra gruppi o partiti politici diversi: il mercato delle v. dell’assegnazione dei ministeri.

In effetti il termine tedesco Kuhhandel potremmo tradurlo col nostro “mercanteggiare”, ma con una accezione sostanzialmente negativa. E’ vero che, come molti dicono, la politica è l’arte del compromesso, ma spesso dietro alla parola compromesso si celano affarismi di bassa lega.

Il Pd, proprio ieri notte, ha dato un esempio illuminante dell’espressione “mercato delle vacche” scadendo al livello più infimo al quale può scendere una formazione politica.

Sì perché la cosa più scandalosa non è il Kuhhandel o “mercato delle vacche”, la cosa più scandalosa è che tutto questo marciume non rimane più, come accadeva perlomeno una volta, ai tempi della gloriosa DC, all’interno delle mura della sede del partito.

NO!

Tutto ciò viene reso noto e condiviso con i giornalisti, figuratevi che Renzi ha candidamente detto che:  «E’ una disperazione far fuori 150 uscenti… C’è quello che ti dice, ho il mutuo da pagare, l’altro che ti fa sapere che gli manca una legislatura per la pensione, un altro che accampa un buon motivo….».  

Ma capite?!?

Renzi ci dice spontaneamente che candiderà delle persone che sono andate da lui ad elemosinare un posto in lista perché “hanno un mutuo da pagare” oppure perché “gli manca poco alla pensione”.

E queste sono le stesse persone che fra poco vi spediranno a casa un depliant con su scritto: “Mi sono candidato perché sento il preciso dovere di dare il mio personale contributo al Paese”.

Non vi scriveranno di certo che  “Mi sono candidato perché … ho un mutuo da pagare”.

Ma dove siamo finiti???

Lauro al confronto era un politico illuminato!

Naturalmente Renzi ha stilato le liste con criteri estremamente oggettivi: ha scelto solo i suoi fedelissimi (i maligni li chiamano leccaculo, ma quelli sono maligni). Lui, che alle primarie era stato eletto con meno del 70% delle preferenze, si è pappato oggi il 90% dei candidati lasciando alla minoranza interna meno delle briciole, facendo così esplodere dei laceranti malumori.

Renzi, a furia di “far fuori” gli avversari interni, alla fine … rimarrà solo!

Dopo aver fatto fuggire infatti tutte le diverse anime dell’ala sinistra del partito, ora ha liquidato anche tutta la dissidenza (si fa per dire) interna. Probabilmente è in possesso di sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani che per lui devono risultare … terrificanti. Dati che, qualora non fosse “blindato” dalla stragrande maggioranza dei propri eletti a lui fedele, ne decreterebbero la fine politica.

Renzi ha paura quindi di passare alla storia come la più intensa e luminosa “meteora” della politica italiana.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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