Povero Giappone

Giancarlo Marcotti 1 Commento

Un Paese vecchio, con un debito pubblico enorme, ingabbiato dagli errori del passato e che sembra incapace di rinnovarsi. Non mi sto riferendo all’Italia, anche se la descrizione calza a pennello anche per il nostro Paese, bensì al Giappone.

Seppur a noi il Paese del Sol Levante sembri così lontano, esso lo è solo geograficamente, per il resto abbiamo numerose analogie e vedere gli errori degli altri potrebbe farci evitare tanti sbagli, ma purtroppo …  la nostra china è segnata.

Stamani ci siamo svegliati con la Borsa di Tokyo che ha perso 4 punti percentuali, gli investitori non hanno gradito l’entrata del Paese in recessione, il Pil nipponico, infatti, per il secondo trimestre consecutivo è sceso (-0,4%) ed ora le discussioni sull’Abenomics si fanno incandescenti.

Con ogni probabilità il Premier giapponese sarà costretto ad indire elezioni anticipate, si parla già del prossimo 14 dicembre, ma al momento non sembra che dal panorama politico possa uscire il nome nuovo in grado di dare la vera scossa per uscire dal vortice nel quale si è imbucata la terza (o quarta?) economia al mondo.

Il problema è sempre e solo quello: il debito!!!

Soltanto pochi giorni fa ho pubblicato un mio articolo dal titolo Giappone: scusate, ma il debito non è debito? Nel quale sostenevo che l’enorme debito pubblico del Paese del Sol Levante non poteva rivelarsi molto più “leggero” perché principalmente sottoscritto dai giapponesi stessi.

Naturalmente si possono fare tutte le considerazioni del caso, cito solo le due più importanti: è cosa ben diversa, per uno Stato, aver contratto un debito per aver fatto opere pubbliche “utili e importanti” anziché cattedrali nel deserto o sperperi vari, ed ancora è senza dubbio preferibile non aver “creditori esteri” che ovviamente hanno solo intenti “speculativi” e sono pronti a scappare al minimo accenno di pericolo.

Detto questo, però, di fondo il titolo del mio articolo, nella sua crudezza, lo ritengo corretto: il debito è debito e ridurlo non è facile, certamente si impone un cambiamento radicale delle condizioni economiche, ma soprattutto sociali, che lo hanno generato.

Insomma: fare debiti è facile, ridurli è molto difficile.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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  • Max938

    Carissimo Marcotti forse ti consolerà sapere che il Giappone ha dei problemi simili ai nostri , MA !
    Prima di tutto la sovranità del Giappone non è nelle braghe di una “donna stupida” come la Merkel , che cresciuta nell’ortodossia comunista della DDR e priva di un bagaglio culturale sufficiente a darle
    un minimo di senso critico capace da farla uscire dalla “logica” dei piani quinquennali decennali etc.etc. tanto cari ai dirigisti di ogni tipo non riesce a capire di essere “fuori posto”. Speriamo che siano
    gli stessi kartoffeln a darle un robusto calcione nel suo ampio deretano . Altrimenti sarà il fallimento prossimo venturo di tutta l’Europa a seppellirla definitivamente nel cimitero dei rincosauri. E’ oramai chiaro che l’Europa , questo coacervo di vecchi rincoglioniti privi di una preparazione economica moderna , pur avendo ancora tutte le prerogative per riprendere il posto di leader mondiale sia finita
    e destinata ad una fine ingloriosa . Sono dispiaciuto di essere costretto ad usare un linguaggio tanto
    crudo , ma la rabbia che mi viene da un “cul de sac” tanto assurdo in cui ci siamo cacciati e la palese
    mancanza di coraggio , il coraggio di prendere delle decisioni drastiche , forti , salvifiche …siamo come il “sor tentenna” che mentre la nave affonda non ce la facciamo nemmeno a gridare ” a mare
    le scialuppe”. Come all’isola del Giglio ! Max938

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