Renzi e le Ministre “gnocche”

Giancarlo Marcotti 1 Commento

Ma il Pd si sta accorgendo solo ora che Renzi assomiglia molto a Berlusconi? Naturalmente intendo dire “politicamente”. Anzi, dirò di più, è più berlusconiano di Emilio Fede.

D’altronde non avrebbe avuto quel successo elettorale se non fosse così.

Diversi sondaggisti, infatti, nell’immediatezza delle più recenti elezioni europee hanno calcolato che del 41% di consensi ottenuto dal Pd ben un 11% fosse da attribuire esclusivamente all’effetto Renzi.

In pratica erano voti “berlusconiani”, ossia di gente che non fa distinzione fra Pd o Pdl, ma vota un “leader” che gli ispira fiducia, o comunque che, almeno nel momento contingente, riscuote un certo “appeal”.

Oggi, passata la bufera, la vecchia guardia del Pd, praticamente svuotata da ogni incarico e messa dietro alla lavagna come un bambino discolo, cerca di tornare a far sentire la propria voce.

L’occasione l’ha data la Festa dell’Unità (o non si chiama più così?), ha cominciato Massimo D’Alema che ha chiesto al Premier perlomeno di lasciare la poltrona di Segretario del Partito (forse la vuole per sé?), ha proseguito Bersani, che ha rivendicato di aver “smacchiato lui il giaguaro” (poverino dall’umiliazione elettorale non si è ancora ripreso) ed ora ecco Rosy Bindi che si è accorta (ma quanto acuta è quella donna) che le Ministre del governo Renzi non sono state scelte per la propria competenza, ma perché sono gnocche.

Maria Elena Boschi, forse sentendosi chiamata in causa (anche lei è molto acuta!), ha risposto alla Bindi che le Ministre dell’attuale governo saranno giudicate “per quanto saranno brave e non per quanto sono belle”, ma va?!?

Comunque, a mio avviso, quest’ultima polemica della Bindi non servirà altro che a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che le quote rosa, o la parità di genere o come altro la vogliono chiamare è … una cag… pazzesca!

Dopo che avremo fatto una legge che impone che le compagini governative dovranno essere formate per il 50% da uomini e per il 50% da donne stabiliremo anche, sempre per via legislativa, quante fra le rappresentanti del gentil sesso dovranno essere gnocche e quante … diciamo … poco attraenti?

E poi chi stabilirà quali sono le gnocche e quali no? Faremo un sondaggio sul web, alla maniera del M5S, per stabilire se una candidata è in “quota gnocche” o in “quota cariatidi”?

Guardate che tutto questo, che può sembrare poco serio, non è una barzelletta, ma la normale evoluzione delle cose se si continuerà a scendere lungo questa china.

Finché si continuerà a discutere in termini di “uomini e donne” e non di “persone” significherà che la nostra società dovrà ancora percorrere una lunga strada prima di dirsi “evoluta”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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