Salvini, è inutile che sbraiti, gli italiani vogliono pagare le tasse!

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Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, alla Festa dei Popoli padani, che tradizionalmente si tiene annualmente alle sorgenti del Po, ha letteralmente tuonato: “Se Renzi metterà una sola mezza tassa in più andremo a Roma con i bastoni”.

Ebbene, possiamo concedere ad un leader politico, soprattutto in determinate occasioni, quando davanti si hanno i militanti più “duri e puri”, di parlare con la pancia anziché col cervello, ma non possiamo esimerci dal rimarcare che una frase di quel genere è semplicemente “una sciocchezza”.

I bastoni, o i forconi, possono anche essere una metafora della ribellione, ma rimangono una metafora, per ribellarsi davvero verso lo Stato centrale che ti opprime con le tasse occorre avere la forza popolare di non pagarle.

Perché Salvini non invita esplicitamente gli italiani a non pagare le tasse? O perlomeno alcune tasse, dando prova di essere lui il primo ad agire in quella maniera e, naturalmente, fornendo un supporto a tutti i cittadini che intendono seguire il suo esempio?

Provo a dare una risposta.

Vedete, cari lettori, se Finanza In Chiaro pubblica un articolo con il quale spiega come fare per pagare le tasse (come ad esempio ha fatto con l’Imu), ebbene ha un boom di visite, perlomeno dieci volte i contatti che avrebbe se pubblicasse un articolo in cui spiega perché sono ingiuste alcune tasse.

E naturalmente questo accade per ogni sito o testata giornalistica. Ed allora? Cosa se ne deve dedurre?

Forse che gli italiani non sono ancora stufi di pagare tasse, e sono angosciati non tanto dal doverle pagare, ma dalla maniera corretta per pagarle, anzi dirò di più, spesso gli italiani versano più del dovuto, nell’incertezza della determinazione del corretto importo da versare, infatti, preferiscono “abbondare”.

Poi, naturalmente, si lamentano, ma, almeno per il momento, di organizzare una seria rivolta fiscale, nel nostro Paese, non se ne parla nemmeno!

Ed il Governo centrale, sapendo che nessuno ha il coraggio di ribellarsi non ha neppure la necessità di “far paura” agli italiani, figuratevi che gli è sufficiente ogni tanto paventare il nome di “Equitalia” e gli italiani si mettono subito in fila davanti agli sportelli delle Banche e delle Poste per pagare i modelli F24.

E’ chiaro, e forse non servirebbe ribadirlo, che tutto ha un limite, e dato che ormai la spirale del debito pubblico è fuori controllo si arriverà prima o poi ad un’insurrezione, ma forse soltanto quanto gli italiani si troveranno di fronte a dover scegliere se utilizzare i propri soldi per pagare le imposte o per comprare il cibo per i propri figli.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro 

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