Salvini: ecco perché piace ed ha larghi consensi

Giancarlo Marcotti 6 Commenti

Demagogo e soprattutto populista, sono gli appellativi con i quali viene bollato, praticamente dall’intera stampa e dalle tv nazionali, il Segretario Federale della Lega Nord, Matteo Salvini.

Purtroppo, e lo dico con rammarico, non è così.

A farne largo uso di demagogia e populismo, ossia di pratiche per ottenere consensi promettendo ciò che sarà difficilmente realizzabile, è il nostro Premier, Matteo Renzi, sempre pronto, con le parole, “a dare”, ma, nei fatti, molto più impegnato “a prendere”.

Salvini, invece, pone le questioni, mette in evidenza le contraddizioni, rimarca gli annosi problemi eternamente irrisolti del nostro Paese e lo fa con un linguaggio semplice, diretto e comprensibile da tutti.

Per questo non può essere additato come un demagogo populista, Salvini non promette, denuncia. E’ la voce dei tanti italiani che hanno capito quanto sia pericolosa la china che ormai ha preso il nostro Paese, un declino che non ci meritiamo.

Per molti Salvini è diventato addirittura la sola speranza che sia rimasta all’Italia per avviare un vero cambiamento, una vera inversione di rotta. Le tante persone, da nord a sud, che lo stimano apprezzano in lui proprio questo stile pratico e concreto.

Denunciare, ad esempio, l’occupazione di una strada provinciale da parte di 300 immigrati di un centro di accoglienza in Calabria non è demagogia, si può banalmente minimizzare la cosa, come fanno alla tv, dicendo che si sono avuti disagi alla circolazione, ma cosa significa “disagi alla circolazione”? Sono centinaia se non migliaia di persone alle quali viene arrecato anche un danno patrimoniale, persone che perdono magari un appuntamento di lavoro, o addirittura un aereo ed alle quali non viene nemmeno rimborsato il biglietto, sono cose inaccettabili e la “rabbia” dei cittadini è reale e giustificata, non si può minimizzare.

Anche i suoi più feroci critici, però, gli riconoscono una grande capacità nella comunicazione soprattutto davanti alle telecamere dei numerosi dibattiti televisivi ai quali viene invitato perché, dicono, “fa audience”, ma anziché un pregio questa abilità viene vista negativamente, i suoi proclami farebbe infatti emergere “gli istinti più primitivi” della gente.

Ebbene i suoi detrattori probabilmente non riflettono su un paio di cose che invece sono assolutamente rilevanti: la prima

  • Perché Salvini “fa audience”? Semplicemente perché un talk show per funzionare necessita che gli ospiti abbiano posizioni diverse se non contrastanti, ed oggi il panorama politico italiano cosa offre? Anche tra coloro che sono all’opposizione, chi si distacca nettamente dalle posizioni dell’attuale Governo? Ve lo immaginate quanto noioso deve essere un dibattito fra un renziano ed uno di Sel? Oppure uno di Forza Italia? Non parliamo poi dell’Ncd.

La seconda ed ancora più importante riflessione

  • Salvini non è un grande oratore, né tantomeno una persona di cultura, perché allora risulta così convincente agli occhi della gente? Semplicemente perché sostiene argomentazioni alle quali “crede”. Sono argomentazioni semplici, di buon senso, comprensibili da tutti, quindi è praticamente impossibile per un avversario politico metterlo in imbarazzo. Salvini ha “la forza della ragione”

Orbene, guardate che non sto scrivendo un peana a favore del Segretario Federale della Lega Nord, sto soltanto esponendo dei fatti che ciascuno di noi può riscontrare.

Personalmente ritengo (ed i miei più affezionati lettori si saranno pure stancati di sentirmelo dire) che pur non sottovalutando affatto i problemi di sicurezza che nel nostro Paese hanno raggiunto livelli estremamente allarmanti e quindi enormemente “sentiti” dalla popolazione, sono convinto che essi troverebbero anche una parziale soluzione qualora la nostra situazione economica generale migliorasse.

Per dirla banalmente, ed in soldoni, se ci fossero più posti di lavoro in Italia, tanta delinquenza o illegalità, ovviamente italiana od extracomunitaria non fa alcuna differenza, non ci sarebbe.

Anche se Salvini fa benissimo a rimarcare che le persone per bene devono essere tutelate, insistere, da parte sua, in maniera così assidua sui problemi dovuti all’invasione dei clandestini in Italia fa sì che venga “bollato” come uomo di destra, un appellativo che, naturalmente, gli avversari politici calcano con attributi infamanti come xenofobo e razzista.

Salvini quindi, pur non facendo mancare un faro su queste problematiche che negli ultimi tempi si sono evidentemente acuite, farebbe bene a mettere sempre in primo piano il discorso economico e, ovviamente, l’assoluta ed improrogabile necessità da parte nostra di uscire al più presto dall’euro!

Lo so, sono monotono, me lo dico da solo, ma questa è la assoluta priorità.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Articoli correlati

  • arcangelo

    mi meraviglio che non hai avuto commenti …. questo è un articolo di merda …. scritto sicuramente da un leghista …. che non è riuscito a far credere nemmeno ai suoi ‘simili’ … quello che ha scritto …… far passare quell’omuncolo come una soluzione … per me è troppo …. se non è continuità quella di aver già governato per oltre venti anni col degno compare berlusconi …. allora si ha proprio qualche deficit …. o adesso perchè c’è la destra di casa-clown …. sembra una cosa seria ….. è solo una montatura…. come renzi …… lo hanno fatto apparire anche nelle previsioni del tempo …. più ore in tv che il papa …… ma siamo solo noi i portatori di handicap .. a non avere abbastanza calci a spedirvi oltre le fasce di van allen ….

  • Mario Botta

    Bravo Marcotti, hai colto nel segno: quando il saggio indica la Luna, lo stolto guarda l’indice.
    Il “civilissimo” commento del tuo “fan” arcangelo senza volerlo mi ha segnalato il tuo articolo che mi era sfuggito.
    Hai proprio ragione, Salvini, in questo momento, è l’unico che rimarca le cose più necessarie come e non solo, la minaccia dei troppi clandestini entrati senza una regola in un paese di gente civile, con le dovute eccezioni (v. esempio sottostante).

  • Stefano Mencarelli

    Ma aggiungo: se chi ha sgovernato l’Itaglia per 20 anni è anche la LEGA, come si può credere a Salvini?

    • Mario Botta

      la Lega ha governato con Bossi qualche anno, poca cosa.
      Maroni è stato ministro dell’interno per 4 degli ultimi 21 anni e ministro delle politiche sociali dal 2001 al 2006 con i noti scaloni pensionistici aboliti dal successivo governo Prodi perche considerati inutili!!!!!!!!!!
      Premesso questo, cosa c’entra Salvini con la Lega che ha governato 10 anni fa?
      Credere ad altri vuol dire credere a persone che hanno governato ben più recentemente e che ci stanno portando all’islamizzazione forzata, alla deindustrializzazione, alla bancarotta, al lavaggio del cervello ideologizzato anche dai magistrati o dai sindacati che smettono di fare male ciò che facevano prima di scendere in politica……veda lei! mah!

Canale YouTube
COME "ABBATTERE" LA BCE
EURO DISASTRO Perché gli italiani non hanno ancora capito
PIANO B - riprendiamoci la sovranità
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale