Usa: voglia di guerra

Giancarlo Marcotti 2 Commenti

Alla faccia di Martin Luther King e della non-violenza, alla faccia, soprattutto, del premio Nobel per la Pace (a questo punto diamolo anche postumo ad Hitler), il primo Presidente nero nella storia degli Stati Uniti verrà ricordato come il maggior gerrafondaio fra tutti i 44 che si sono succeduti alla Casa Bianca.

Perché dopo aver fomentato e finanziato un colpo di stato in Ucraina ora cerca in tutti i modi di provocare la Russia al punto da far dire al burattino che ha messo al comando della Nato, tal Philip Breedlove, che “non sia giusto escludere l’uso di strumenti militari”?

E’ talmente grave la situazione economica negli Stati Uniti da far ritenere che se ne possa uscire solo con una guerra su larga scala? Perché la Francia e la Germania (non parlo dell’Italia che non viene neppure presa in considerazione) non alzano la voce nei confronti “dell’alleato” statunitense sempre pronto a fare la guerra, ma lontano da casa sua?

Questa “voglia” di usare le armi da parte degli Stati Uniti da cosa deriva? Forse anche le armi, così come i cibi, hanno una data di scadenza? Ed allora prima di doverle buttare in discarica tanto vale usarle?

E se non c’è un nemico? Beh! Allora costruiamolo.

Il mondo, infatti, ha difficoltà a capire cosa sia l’Isis e soprattutto che cosa sia il “califfato”.

Ebbene cari lettori, lo chiedo a voi, avete capito cos’è l’Isis?

E’ forse AlQaeda al quadrato? O al cubo? O all’ennesima potenza?

Al Qaeda si spingeva solo a fare “attacchi terroristici” dirottando aerei, dei Boeing 747 guidati da persone che avevano fatto la quinta elementare ed un “fantomatico” corso di pilotaggio di alianti.

Quelli dell’Isis invece hanno le bandiere nere come i pirati, tagliano le teste e ultimamente bruciano le persone vive rinchiuse dentro una gabbia, non basta? E allora diciamo che arrivano addirittura a torturare ed uccidere i bambini. Perché? Così, tanto per divertirsi un po’! Ed hanno anche un altro vezzo … parlano con un accento oxfordiano.

Ed ancora, avete capito cos’è il califfato?

Dobbiamo aggiornare tutti le nostre cartine geografiche? Non sarebbe una novità, anzi! Quando studiavo io non sapevamo neppure che esistessero la Bosnia Erzegovina o la Croazia o la Slovenia, noi parlavamo di Jugoslavia, ed ora se domandate ad un ragazzo di quindici anni cosa sia la Jugoslavia non ve lo sa dire, ma è giusto così!

Quindi, non c’è nulla di strano, se dobbiamo aggiornare le nostre cartine geografiche dov’è il problema? Negli ultimi vent’anni lo abbiamo fatto talmente tante volte che non ci facciamo più caso.

Allora cosa dobbiamo fare?

Cancellare l’Iraq? Smembrare la Siria? Dove lo mettiamo sto “califfato”?

Noi dovremmo fare la guerra contro lo “Stato islamico”, nessun problema, la facciamo, tanto, una più o una meno, cosa cambia?

Sì però a ben vedere un problema c’è:

Qual è? Dov’è? Cos’è? Questo “Stato islamico”?

Sembra che da Obama arrivi questa risposta: “Non è importante sapere contro chi dobbiamo fare la guerra, l’importante è farla!”

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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  • fabry

    provengono tutti dallo stesso ceppo reale inglese onde per cui guerra fondai

  • Hendioke

    Gli Ucraini d’occidente avevano votato uno che ha promesso loro di portarli in UE e, soprattutto, lontano dall’UEA (Unione Euroasiatica) che Putin ha lanciato di recente con l’obiettivo di farne il contraltare asiatico all’UE.
    Questo ha cambiato idea e ha sterzato verso l’UEA. Gli Ucraini d’occidente, che odiano i russi, per fare un paragone, solo come un tempo gli irlandesi odiavano gli inglesi, sono scesi in piazza incazzati neri e gli USA e l’UE hanno voluto metterci il cappello perché comunque uno sgarbo alla Russia non si rifiuta mai. Ma l’hanno strumentalizzata, l’hanno incoraggiata, non l’hanno certo inventata.
    Questo movimento di piazza ha portato al potere il primo governo antirusso della storia dell’Ucraina indipendente che ha ben pensato di non riconoscere il russo come seconda lingua ufficiale dello Stato.
    Poiché gli Ucraini d’oriente, a maggioranza russofona, hanno avuto timore che fosse il primo passo prima che dal nord-ovest scendessero squadre di nazionalisti a prenderli e appenderli ai lampioni qualcuno ha deciso di ribellarsi preventivamente al nuovo governo auspicando una riunione del Sud-est con la Russia che ci ha meso quattro secondo ad appoggiare questi movimenti con tanto di ufficiali, soldati ed armi visto che la comparsa di un governo antirusso in Ucraina ha fatto temere a Putin di perdere terre che lui, e i russi in genere, ritengono proprie di diritto.

    L’ISIS, prima di esser tale, era una costola di Al-Qaeda che non capiva perché spendere tante risorse e sforzi per colpire con forza gli occidentali a casa loro invece di riprendersi le terre arabe. Insomma, semplificando, se l’Al-Qaeda di Bin Laden era lo strumento tutto sommato borghese di alti giochi geopolitici il futuro ISIS ne era la componente più operaia che non vedeva frutto nel porsi come strumento dei progetti politici di qualche riccone saudita o simili.

    Ergo hanno rotto prima e poi, quando la situazione in medio-oriente si è fatta abbastanza incasinata e propizia quelli dell’ISIS han tentato la scommessa della vita proclamando il Califfato (che è come se in uno scenario balcanico nel caos un soggetto ortodosso a capo di una milizia di fanatici si proclamasse Imperatore di Bisanzio e chiamasse tutti i cristiani e cittadini delle ex terre dell’Impero d’Oriente a giurare obbedienza, restaurando il Cesaropapismo) e finora gli sta anche andando bene collezionando una lunga sfilza di seguaci che stanno rispondendo alla chiamata.

    Perché sono così grottescamente violenti? Perché comunque stiamo parlando di combattenti ideologizzati che si stanno radunando attorno a una sorta di Papa Re islamico, una figura vecchia di 5 secoli buoni, e la mentalità e i mezzi seguiti sono anch’essi quelli di pressapoco 5 secoli fa, che ci saremmo dovuti attendere? Che conducessero la guerra secondo la scuola di Westpoint?

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