Wall Street: e se scoppiasse la bolla?

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Miliardi di dollari continuano a riversarsi su Wall Street e gli indici di Borsa americani si gonfiano a dismisura, secondo voi tutto ciò è normale? Non dovremmo cominciare a preoccuparci? A mio parere si tratta di un classico “effetto Rosenthal”, un meccanismo che gli psicologi ed i sociologi conoscono benissimo da tempo.

Ma dato che l’“effetto Rosenthal”, o “effetto Pigmalione” che dir si voglia, altro non è che una distorsione della realtà che tende a perpetuarsi ed allargarsi, si dovrebbe intervenire per correggere questa anomalia in tempi brevi, perlomeno per limitare i danni, ed il primo passo è senza dubbio quello di capire da chi sia stato innestato questo “virus”.

La risposta, a mio avviso, non può essere che una: il mondo sta ora subendo gli effetti derivanti da una scriteriata politica monetaria attuata  a livello planetario. Quindi punto il dito sui Governatori delle principali Banche Centrali. Hanno cominciato gli Stati Uniti, ma si sono accodati il Giappone, la Gran Bretagna, l’Europa dell’euro, la Cina, insomma nessuno è esente da colpe.

Il mondo ha conosciuto un’aberrazione: i tassi negativi!

E questa, come tutte le aberrazioni, provoca effetti deleteri che si aggravano col passare del tempo. In pratica maggiore è il periodo nel quale manteniamo i tassi a zero o addirittura negativi e più gravi saranno le conseguenze negative che si riverseranno, prima o poi, sui mercati finanziari.

Il mercato è stato distorto dalle Banche Centrali che praticamente hanno fatto proprio e quindi azzerato un asset di straordinaria importanza come quello dei titoli pubblici.

Parliamoci chiaro, qualcuno di voi conosce una persona che compra dei Bot sapendo che alla scadenza gli verrà riconosciuto un importo minore a quanto da lui investito?

Evidentemente solo un folle potrebbe farlo.

Contemporaneamente  il mercato azionario, da tale situazione, non poteva che avvantaggiarsene, inizialmente perché storicamente i dividendi soprattutto di alcune asset-class han sempre garantito un rendimento positivo, successivamente come ovvio, perché si sono sviluppati anche fenomeni di carattere speculativo.

Da qui, appunto, l’effetto Rosenthal.

Lo sviluppo di tecniche di investimento a gestione passiva non ha fatto altro che dar ancora più vigore a questo fenomeno, innescando una inevitabile, a questo punto, bolla speculativa sui mercati azionari, ed in particolare sui titoli a maggior capitalizzazione.

Ha perfettamente ragione Warren Buffett quando afferma che il Dow Jones potrebbe arrivare anche a 100.000 punti … qualora la Banca Centrale garantisse il mantenimento dei tassi a zero per i prossimi cinquant’anni.

Il problema, tuttavia, è che se si mantengono i tassi a zero, e si rinnovano senza soluzione di continuità operazioni di Quantitative easing all’interno di una l’economia che continua a crescere ad un ritmo sostenuto, come si riesce a controllare l’inflazione?

Ma l’inflazione, seppur sia considerata la tassa più iniqua, sarebbe anche il male minore, perché qualora la bolla speculativa scoppiasse improvvisamente ed in maniera violenta, non avremmo strumenti a disposizione per contrastare gli effetti distruttivi.

Insomma il rischio (che, giorno dopo giorno, aumenta sempre più) al quale andiamo incontro, metaforicamente parlando, è quello di un terremoto talmente violento che non solo distrugge le case, ma demolisce anche l’ospedale, in quel caso, quindi, non saremmo in grado di curare nemmeno le persone rimaste ferite.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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