Il fallimento del Jobs Act

Giancarlo Marcotti 1 Commento

Parlare di un “fallimento annunciato”, ora, è fin troppo semplice, solo per i “devoti” renziani si è dovuto attendere un anno per prendere atto dell’inutilità del Jobs Act, tutte le persone dotate di un cervello, invece, sapevano già fin dall’inizio che quella legge non avrebbe funzionato, anzi di più, sarebbe stata controproducente.

E’ la solita storia, lo sostengo da anni, “drogare” l’economia si può, ma il solo risultato che si ottiene è ciò che ho definito “effetto elastico”: se si continua a tirare … si spezza, se invece, ad un certo punto, lo si lascia andare … in un attimo si torna alla situazione di partenza.

Quante volte dovrò ripetere che “gli stimoli” in economia non funzionano!!!

Oggi i numeri sono impietosi e non sono opinabili, sono numeri!

 

Assunzioni fisse                            -33%

Licenziamenti giusta causa         +31%

Voucher                                          +36%

Fonte INPS: otto mesi 2016/2015

 

Semplicemente il lavoro NON si crea dando TEMPORANEAMENTE dei soldi alle aziende per assumere del personale, così si creano degli stipendi, non del lavoro!!!

Ed ho scritto il termine “temporaneamente” in maiuscolo proprio perché sta lì il nocciolo della questione, se io so di poter usufruire di un beneficio per un periodo di tempo limitato, ovviamente ne approfitto, ma è chiaro che terminato quel periodo tutto torna come prima, quindi cosa abbiamo ottenuto?

Beh! Si potrebbe dire, almeno per un certo periodo sono state assunte un maggior numero di persone!

Certo! Ma pagate da chi?

Dallo Stato?

Ed allora da tutti noi!

Ma come al solito c’è di peggio perché, come ho detto all’inizio, il Jobs Act alla fine avrà solo effetti controproducenti perché come spesso accade (soprattutto in Italia) “l’odore dei bonus” attira i disonesti ed allora, come ho denunciato nell’articolo Il gigantesco scandalo (insabbiato) del Jobs Act” pubblicato tempo fa, si contano a decine, forse centinaia di migliaia le “assunzioni” di personale fittizie.

Quindi, attraverso il Jobs Act, lo Stato ha sovvenzionato anche tutto quel sottobosco di aziende fasulle messo in piedi dalla criminalità organizzata per accaparrarsi soldi pubblici.

Ed allora che si deve fare per “creare” lavoro?

Semplicemente rendere più competitive le aziende, quindi il Governo, anziché “bonus” temporanei, deve abbassare, ridurre … dimezzare in maniera stabile e definitiva le tasse sul lavoro per permettere alle imprese di diminuire il costo del lavoro e contemporaneamente ai dipendenti di godere di una maggior retribuzione netta.

Mi direte, più facile da dire che da fare, se diminuiscono le entrate fiscali come la mettiamo con il nostro debito pubblico e con i vincoli europei?

Certo, è vero! La competitività delle aziende non si può ottenere agendo solo sulla leva fiscale, in un’economia libera, questa funzione si ottiene soprattutto tramite la fluttuazione del cambio della propria moneta, e purtroppo noi non abbiamo una “nostra” moneta, per cui si finisce sempre lì: maledetto euro!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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